Spese condominiali non pagate: come difendersi dai condomini morosi

Spese condominiali non pagate come difendersi dai condomini morosi
Le spese condominiali non pagate pesano sugli altri condomini, come difendersi per il recupero dei crediti

Le spese condominiali non pagate crea molti problemi agli altri proprietari che al contrario sono regolari. Il rischio che si corre è che, non pagando i fornitori, vengono gradualmente interrotti anche i servizi. Resta quindi il dovere di recuperare il credito. A questo punto, bisogna tutelarsi dai condomini morosi.

Come spiega La legge per tutti, il problema del recupero dei crediti viene sempre lasciato all’amministratore di condominio. Tuttavia, non sempre si muove velocemente come dovrebe, pertanto, la legge prevede una serie di strumenti che consentono la tutela.

Vivere in un condominio con dei debiti è pericoloso per tutti, anche per chi è in regola con i pagamenti. La legge stabilisce che, se l’amministratore non paga una fattura, il creditore, dopo essersi procurato un decreto ingiuntivo contro il condominio, deve avviare il pignoramento nei confronti dei condomini morosi e, solo in caso di insuccesso, nei confronti degli altri.

Secondo la giurisprudenza, invece, il creditore, prima di pignorare i beni dei morosi, può aggredire il conto corrente del condominio dove ci sono solo i soldi di chi è in regola con le quote e non quelli dei morosi. non potendo lasciare il condominio senza luce, acqua o senza ascensore, sarà costretto a chiedere ai proprietari in regola di pagare per conto dei morosi, in attesa di recuperare i soldi (la mozione può però passare solo con l’unanimità).

Per non aspettare i lunghi tempi della giustizia, il Codice civile consente all’amministratore di intraprendere una forma di “coercizione” nei confronti dei morosi, impedendo loro di godere dei servizi comuni divisibili. Si è posto a lungo il problema circa la possibilità per l’amministratore di interrompere l’erogazione dell’acqua e del riscaldamento nei confronti di chi non è in regola.

Seppure il recupero dei crediti del condominio è competenza dell’amministratore, ciò non esclude che i singoli condomini possano agire personalmente. Quindi ogni singolo condomino può chiedere un decreto ingiuntivo contro i morosi (non si potranno avere più decreti ingiuntivi per lo stesso debito). Stante l’assenza del carattere di urgenza, le spese legali sostenute dal singolo non dovranno essere rimborsate dal condominio.

Per l’azione di recupero coltivata dal singolo condomino è necessario che ricorrano alcune condizioni:
– l’inerzia dell’amministratore;
– il fatto che l’amministratore non sia stato autorizzato a temporeggiare dall’assemblea;
– la necessità di evitare un danno al condominio;
– l’impossibilità di attendere i tempi necessari per la revoca dell’amministratore in carica e per la nomina di quello nuovo.

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