Ristrutturazioni e auto spingono la richiesta di prestiti: oltre il 60% per la casa

Ristrutturazioni e auto spingono la richiesta di prestiti oltre il 60% per la casa
Le ristrutturazioni e auto spingono la richiesta di prestiti da parte delle famiglie italiane, oltre il 60 per cento è finalizzato alla casa ed all’arredamento

Per gli italiani la casa resta un bene rifugio ed al secondo posto nei pensieri c’è l’auto. Questo emerge dal recente Osservatorio di PrestitiOnline.it, che conferma l’interesse delle famiglie, anche nel primo semestre 2019, verso queste due categorie che spingono le richieste di prestiti personali.

Oltre il 60 per cento delle richieste si focalizza infatti sulla ristrutturazione della casa (20,6 per cento), arredamento (15,5 per cento), acquisto auto usata e nuova. Categorie che si fanno ancora più rilevanti come quote di prestiti effettivamente erogati: ristrutturazione della casa (29,9 per cento), arredamento (15,7 per cento), acquisto auto usata (20,8 per cento) e nuova (9,0 per cento), per un totale di oltre il 75 per cento sul totale erogazioni.

L’acquisto dell’auto nuova sembra raccogliere sempre meno interesse, da diverso tempo non riesce più a superare la soglia del 10 per cento di quota erogati, anche per il calo delle vendite del comparto auto in generale e l’affermarsi di forme diverse di finanziamento e noleggio a lungo termine.

La tabella dei grafici che esaminano i trend annuali rivela che il quadro generale non è cambiato di molto. Per quanto riguarda la durata del finanziamento richiesto nel primo semestre di quest’anno, troviamo un quadro contrastato, mentre sono cresciute diffusamente le durate più brevi, sono diminuite quelle lunghe e, soprattutto, quella a sei anni (al 12,3 per cento del totale dal 12,9 per cento registrato nei sei mesi a tutto lo scorso dicembre).

Tra le altre, la durata per i prestiti a 4 anni è cresciuta al 14,3 per cento (dal 13,7 per cento), quella a 5 anni al 20,2 per cento (dal 19,3 per cento), quella 8 anni al 19,4 per cento (dal 17,4 per cento). In discesa l’importo medio richiesto, scivolato nei primi sei mesi del 2019 a 11.251 euro, valore che riporta questa voce ai minimi livelli dalla metà dell’anno precedente.

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