Comprare la seconda casa da mettere a reddito: quanto conviene

Comprare la seconda casa da mettere a reddito quanto conviene
Si può comprare la seconda casa da mettere a reddito ma conviene prima fare i conti con quanto si deve spendere tra acquisto e tasse

Disponendo di un piccolo capitale, si può anche pensare di comprare la seconda casa da mettere a reddito, contando anche sui tassi al minimo storico applicati sui mutui. Tuttavia, prima di fare il grande passo, bisogna fermarsi a fare alcune considerazioni che riguardano soprattutto le spese da affrontare, ad esempio, il peso fiscale sulla seconda casa.

Comprare la seconda casa da mettere a reddito, significa anche non poter contare sui benefici fiscali, né è prevista la detrazione sugli interessi dovuti alla banca. Il punto sulla convenienza o meno di comprare la seconda casa da mettere a reddito lo fa La legge per tutti. Per chi compra da privato, l’imposta di registro, che sulla prima casa è ferma al 2 per cento, è pari al 9 per cento del valore catastale dell’immobile. Se si compra da una società, si versa invece l’Iva al 10 per cento (e non al 4 per cento come per la prima casa). Per gli immobili di lusso l’Iva sale al 22 per cento. Per quanto riguarda la parcella del notaio, si aggira intorno a 3mila euro.

Sulla seconda casa si pagano Imu e Tasi, anche se una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che, in caso di affitto, si possono scaricare le tasse annuali sull’acquirente, ma questo andrà a incidere sull’entità del canone di affitto che, per essere competitivo, dovrà necessariamente scendere.

Contano molto anche le spese di manutenzione dell’immobile ed eventuali ristrutturazioni da fare quando si cambia inquilino. Inoltre, per affittare una casa, oltre a renderla appetibile, bisogna fare il conto con una concorrenza agguerrita. Se non si riesce su internet bisogna affidarsi ad una agenzia immobiliare e pagare la relativa provvigione. C’è poi la tassazione che può essere ridotta optando per la cedolare secca (un regime di tassazione piatto e fisso, a prescindere dal reddito del locatore); ma questo comporta una riduzione del canone di affitto che deve tenersi per forza entro i limiti fissati per i contratti a canone concordato.

Un altro fattore da considerare per decidere se comprare la seconda casa da mettere a reddito è il rischio di incorrere in un inquilino moroso, dunque, si dovrà procedere con uno sfratto. A seguito delle recenti modifiche legislative, il locatore è tenuto a versare le tasse sui canoni non percepiti fino al giorno di notifica della intimazione di sfratto (prima l’obbligo permaneva sino alla data di pubblicazione dell’ordinanza di sfratto).

I rendimenti sono più alti se se si opta per l’affitto breve, in particolare nelle città turistiche. E’ importante ricordarsi che dietro ai B&B o agli affittacamere c’è sempre un vero e proprio lavoro di gestione dell’abitazione, dall’arrivo alla partenza dei clienti.

In conclusione, prima di comprare la seconda casa da mettere a reddito, meglio fare le opportune valutazioni poi, conti alla mano, vedere quanto possa essere conveniente.

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