Investimenti nel mattone al primo posto per gli italiani: ottimisti nonostante tutto

Investimenti nel mattone al primo posto per gli italiani ottimisti nonostante tutto
Gli investimenti nel mattone al primo posto per gli italiani nonostante il clima economico non sia troppo rassicurante, l’ottimismo spinge ad acquistare e ristrutturare casa

C’è un’Italia che guarda al futuro con molto timore ed un’altra che, invece, continua a credere che le cose cambieranno. Del resto, l’artista romagnolo Tonino Guerra, in una celeberrima e datata pubblicità televisiva di famosi elettrodomestici , si rivolgeva all’amico esclamando: “ Gianni! L’ottimismo è il profumo della vita!”

In buona sostanza, questo emerge dalla nona edizione dell’indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2019 realizzata da Intesa Sanpaolo e dal Centro Luigi Einaudi e riportata da Adnkronos. Nonostante la crisi, infatti, gli italiani continuano a credere nel mattone, tanto che rimane al primo posto con il 57 per cento che ha ristrutturato la casa o un altro immobile. L’analisi si è focalizzata sugli ‘ottimisti’, su coloro, cioè che nei dieci anni di post crisi hanno realizzato almeno un investimento immobiliare oppure in un’attività economica o professionale, nuova o già esistente. Non solo, c’è chi ha investito in un corso di formazione, creato o allargato il nucleo familiare.

Per quanto riguarda il risparmio, gli ottimisti non sentono una forte necessità di risparmiare per la vecchiaia, tra loro prevale quello intenzionale, cioè diretto a scopi specifici, vale a dire, l’ambizione per la casa, al primo posto in classifica con una percentuale del 41,3 per cento, i figli, in particolare l’istruzione, per il 21,5 per cento. Infine, quasi un quinto degli ottimisti ha un’assicurazione sanitaria e anche le polizze Ltc e le polizze vita sono leggermente più diffuse tra gli ottimisti rispetto al campione principale.

Come riporta Adnkronos, Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi e curatore della ricerca, ha commentato: ”I dati sembrano suggerire che l’ottimismo paga, o almeno ha pagato, e che i comportamenti proattivi nell’impiego del risparmio e del tempo sono la chiave che ha portato 4 famiglie su 10 a progredire più della media del campione, nonostante le sfide concrete cui il mondo economico, del lavoro e delle imprese, le ha sottoposte”.

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