Agevolazioni per la prima casa acquistata all’asta: quando vanno richieste

Agevolazioni per la prima casa acquistata all’asta quando vanno richieste
La richiesta di agevolazioni per la prima casa acquistata all’asta va fatta prima della registrazione dell’atto, a rischio la nullità dell’atto

Da recenti statistiche, la vendita di case all’asta è una alternativa sempre più ricercata da chi acquista casa, spesso si riesce a concludere un buon affare e, fra le altre cose, pare che i tribunali siano molto più veloci rispetto al passato. Se si tratta di prima casa, niente impedisce di chiedere le agevolazioni fiscali fermo restando che la richiesta sia fatta prima della registrazione dell’atto, in caso contrario, si rischia la nullità della domanda e l’impossibilità di riparare in un secondo momento.

Lo dice una direttiva dell’Agenzia delle Entrate (Fonte: Il Sole 24Ore). Nello specifico, per ottenere le agevolazioni per la prima casa acquistata all’asta è necessario che le dichiarazioni del contribuente necessarie per poter usufruire dello sconto fiscale siano contenute in un documento a parte, a disposizione di chi si occupa della registrazione dell’atto giudiziario, affinché nella tassazione di quest’ultimo si possa applicare l’agevolazione.

Il motivo è presto spiegato. La richiesta di agevolazioni per la prima casa acquistata all’asta deve essere presentata con un documento a parte poiché si scontra con gli acquisti con atti giudiziari e la legge impone che il contribuente effettui nell’atto di acquisto precise dichiarazioni:

  • voler stabilire entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile acquistato, qualora egli già non vi risieda;
  • non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un’altra abitazione nel territorio del medesimo Comune in cui è situata la casa oggetto di acquisto;
  • non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale del diritto di proprietà, piena o nuda, o di diritti reali su altra casa di abitazione, ovunque ubicata in tutto il territorio nazionale, acquistata con l’agevolazione prima casa.

Nell’acquisto mediante atto giudiziario subentrano difficoltà per la formulazione di queste dichiarazioni e per il loro recepimento nel provvedimento emanato dal giudice. L’atto giudiziario è infatti frutto di un’attività individuale del giudice, dalla quale il contribuente è escluso, oltre al fatto che lo stesso non potrà rilasciare dichiarazioni che il giudice debba poi recepire.

Inoltre, l’atto viene registrato dall’ufficio giudiziario che non è tenuto ad occuparsi del trattamento fiscale a differenza di quanto normalmente accade se l’atto viene stipulato in uno studio notarile.

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