Nuova Imu conferma il carico fiscale: Uppi contro la proposta di legge

Nuova Imu conferma il carico fiscale Uppi contro la proposta di legge
La Nuova Imu conferma il carico fiscale e non porta novità, l’Unione piccoli proprietari (Uppi) boccia la proposta di legge

Sostanzialmente non cambia nulla. A tuonare contro la proposta di legge sulla Nuova Imu, all’esame della Commissione Finanze alla Camera, è l’Unione piccoli proprietari (Uppi) che ritiene non porti alcun cambiamento delle norme attualmente vigenti.

In buona sostanza, viene rilevato in una nota dopo l’audizione alla Camera, la Nuova Imu abolisce le norme relative alla Tasi e conferma l’esenzione dell’Imu sulla prima casa, dato certamente positivo ma non sufficiente per parlare di introduzione di una sostanziale differenza.

Non c’è, pertanto, alcuna nota che possa far parlare di cambiamento, sottolinea l’Uppi, non si fa cenno agli immobili concessi in comodato gratuito ai familiari, agli immobili sfitti ed agli immobili non agibili. L’Uppi, si legge inoltre, “ha osservato con preoccupazione come, con la nuova Imu si consacri di fatto il carico tributario sugli immobili, ovvero quel macigno fiscale che frena pesantemente il settore e il suo indotto, specie per effetto della tassazione patrimoniale, passata da 9 miliardi di euro del 2011 (con l’ICI) ai 21 miliardi del 2017 (con Imu e Tasi). Ad otto anni dall’introduzione dell’Imu sperimentale, voluta dal governo Monti, nel 2011, con finalità di emergenza, assistiamo ad una riforma che non solo la stabilizzerà definitivamente ma darà anche ai Comuni la facoltà di elevare le aliquote fino ad un massimo del 10,6 per mille”.

Solo qualche giorno fa, Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, si era espresso sulla Nuova Imu, lanciando proposte: “Oltre a sollecitare il superamento dei moltiplicatori Monti, nella sua audizione della scorsa settimana Confedilizia aveva indicato alcune priorità: il mantenimento di una componente legata ai servizi, ritenuto indispensabile anche dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (è stato lo stesso sottosegretario al Mef Bitonci a dire che la nuova Imu ‘deve essere una tassa sui servizi’); l’eliminazione della tassazione degli immobili inagibili o inabitabili e di quelli sfitti (il Vicepremier Salvini aveva preannunciato questa misura almeno per i negozi), che in qualche caso scontano anche l’Irpef (per quelli occupati abusivamente, invece, la giurisprudenza ha già iniziato a sancire la non tassabilità); il superamento della discriminazione delle abitazioni di categoria catastale A/1, A/8 e A/9; un ampliamento delle ipotesi di deducibilità dalle imposte sui redditi.

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