Appartamenti uniti in unica abitazione: quale viene considerata l’abitazione principale

Appartamenti uniti in unica abitazione quale viene considerata l’abitazione principale
Due appartamenti uniti in unica abitazione cosa succede con l’Imu, quale viene considerata quella principale secondo la Cassazione e l’Agenzia delle entrate

Unire due appartamenti trasformandoli in un’unica abitazione, può essere la soluzione ideale per allargare lo spazio vivibile di una famiglia, magari numerosa. Abbattendo le pareti divisorie si viene a creare un’unica unità immobiliare con due particelle, ma cosa succede con l’Imu? A spiegarlo è La legge per tutti.

Quando due appartamenti sono accatastati come unità immobiliari distinte, si pone, infatti, il problema di stabilire se l’esenzione Imu vale solo per una particella o può anche essere estesa all’altra. Sulla necessità di una eventuale fusione catastale dei due appartamenti si è occupata la Corte di Cassazione. Se la giurisprudenza è favorevole al contribuente, non lo sono altrettanto gli uffici dell’amministrazione locale.

L’esenzione Imu scatta nei confronti dell’abitazione principale, a prescindere dall’accatastamento. Si può parlare di abitazione principale se nell’immobile viene trasferita la residenza del proprietario e della sua famiglia e deve essere luogo di dimora abituale di tutta la famiglia. Per intenderci, in quella casa si deve vivere per gran parte dell’anno, dormire e mangiare, avere le utenze.

Secondo la tesi della Cassazione, il contemporaneo utilizzo di più unità catastali come abitazione principale non è ostacolo all’applicazione, per tutte, dell’agevolazione fiscale. Infatti, non rileva il numero delle unità catastali, ma la prova dell’effettiva, utilizzazione ad abitazione principale dell’immobile complessivamente considerato. Quindi, se più appartamenti vengono uniti in uno solo, non c’è bisogno di un accatastamento unitario se tutti vengono usati di fatto come abitazione principale, ossia vi è tanto la residenza quanto la dimora abituale.

Per quanto riguarda l’Imu, a contare è l’effettiva utilizzazione come abitazione principale dell’immobile complessivamente considerato, a prescindere dal numero delle unità catastali. Non importa, peraltro, che gli immobili distintamente iscritti in catasto siano di proprietà non di un solo coniuge, ma di ciascuno dei due in regime di separazione dei beni.

Quanto espresso dalla giurisprudenza si scontra con l’Agenzia delle entrate che propende per una tesi più restrittiva, richiedendo, invece, ai fini dell’esenzione Imu, in presenza di due unità immobiliari contigue autonomamente accatastate, un accatastamento unitario. In caso contrario, solo uno dei due appartamenti sarà considerata abitazione principale e, dunque, con il diritto allesenzione Imu, mentre l’altro invece sarà soggetto a regolare tassazione.

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