Prezzi delle case in calo solo in Italia: Eurostat, in Ue +0,4 per cento

Prezzi delle case in calo solo in Italia Eurostat, in Ue +0,4 per cento
I prezzi delle case in calo solo in Italia per il quarto trimestre consecutivo, unico Paese Ue in cui si è registrato un calo, è quanto emerge dai dati Eurostat

I prezzi delle case in Italia continuano a registrare cali ed a confermare il trend al ribasso anche i dati Eurostat. Nel primo trimestre del 2019 l’Italia è stato l’unico Paese Ue in cui i prezzi delle case sono diminuiti (meno 0,8 per cento) rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

L’andamento è invece positivo per gli altri Paesi dove mediamente, nello stesso periodo, i prezzi sono invece cresciuti dello 0,4 per cento sia nei 19 Paesi dell’Eurozona che nel complesso dei 28 Stati membri dell’Unione. Per l’Italia è il quarto trimestre consecutivo in cui si è registrato un andamento negativo dei prezzi su base annua.

Rispetto all’ultimo trimestre delllo scorso anno, indica Eurostat, tra gennaio e marzo 2019,i prezzi delle case sono invece scesi dello 0,5 per cento in Italia (per l’ennesima volta) ma diminuzioni sono state registrate anche in altri quattro Paesi dell’Unione. Mediamente nell’Eurozona e nell’Ue la dinamica dei prezzi delle case tra un trimestre e l’altro ha segnato una crescita dello 0,3 per cento.

Aumenti marcati rispetto ad un anno prima si registrano in Ungheria (+11,3 per cento), Cechia (+9,4 per cento) e Portogallo (+9,2 per cento); scesi invece in Italia, -0,8 per cento, unico Paese in cui si è registrato un calo. Rispetto al quarto trimestre 2018 aumenti significativi in Ungheria (+3,7 per cento), Portogallo (+3,6 per cento) e Croazia (+3,5 per cento); cali a Malta (-4,2 per cento), Regno Unito (-1,3 per cento), Irlanda (-1 per cento), Finlandia (-0,8 per cento), Italia (-0,5 per cento) e Germania (-0,3 per cento).

Confedilizia ha commentato i dati Eurostat che confermano la crisi immobiliare italiana: “In questo quadro di costante erosione del risparmio di famiglie e imprese, è indifferibile il varo di misure volte ad invertire una tendenza che non possiamo rassegnarci a considerare ineluttabile. In particolare, non può più essere rinviata una riduzione del carico di tassazione patrimoniale sul settore, richiesta ieri anche dalle cinque associazioni delle piccole e medie imprese italiane (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani, riunite in Rete Imprese Italia), che hanno parlato di ‘macigno fiscale’”.

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