Compravendite tramite gli agenti immobiliari: indagine 2019 di Nomisma – Fimaa

Compravendite tramite gli agenti immobiliari: indagine 2019 di Nomisma – Fimaa
Le compravendite tramite gli agenti immobiliari secondo l’indagine 2019 di Nomisma – Fimaa, il 48 per cento degli italiani si è affida ad un’agenzia, solo il 23 per cento ha utilizzato siti comparatori o app

Gli italiani hanno fiducia negli agenti immobiliari, tanto che il 48 per cento di coloro che cercano un immobile da acquistare si è affidato a loro, , mentre il 47 per cento, solo inizialmente, lo ha fatto in autonomia, rivolgendosi a siti comparatori/app (23 per cento), privati tramite valutazione di annunci o passaparola (13 per cento), costruttore (8 per cento). Nonostante le varie disponibilità, comunque, il 52 per cento, per concludere la transazione si rivolge ad un agente immobiliare.

Questo è quanto emerge all’indagine 2019 “Il ruolo dell’agente immobiliare” realizzata da Nomisma per conto di F.I.M.A.A. (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari), aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia – e presentata a Roma nel corso dell’Assemblea F.I.M.A.A, alla presenza, tra gli altri, del presidente Confcommercio-Imprese per l’Italia Carlo Sangalli ed il presidente FIABCI Italia Antonio Campagnoli.

Anche per la vendita di una abitazione il punto principale di riferimento è l’agenzia immobiliare. Secondo l’indagine, infatti, il 64 per cento degli italiani si è affidato da subito ad un’agenzia immobiliare, mentre il 36 per cento ha agito in autonomia. Infine, a conferma dell’importanza del ruolo, in fase di chiusura, oltre il 60 per cento si conclude con l’agenzia.

Le motivazioni che spingono i potenziali acquirenti verso l’agenzia immobiliare sono 3: disponibilità di offerta coerente con le esigenze (che spicca su tutti con il 49 per cento delle citazioni), la comodità/prossimità dell’agenzia con la zona di residenza (16 per cento), consiglio di amici/parenti (13 per cento). Nel caso di vendita, la scelta è invece trainata soprattutto dalla conoscenza di informazioni sulla performance dell’agenzia nel concludere la transazione (indicata dal 29 per cento dei rispondenti), seguita ancora una volta da comodità (21 per cento) e consiglio di amici e parenti (14 per cento).

L’esperienza con l’agenzia è positiva: 7 acquirenti su 10 dichiarano infatti che, qualora fosse necessario, tornerebbero a fare riferimento a tale canale, più per la professionalità degli agenti immobiliari (56 per cento indica tale fattore) che per la disponibilità dei migliori immobili della città (44 per cento). Professionalità degli agenti che è riconosciuta come elemento di ‘fedeltà’ anche da parte di chi ha venduto un immobile tramite l’agenzia (73 per cento delle citazioni).

Competenze che sono riconosciute dai clienti anche tramite la misurazione della soddisfazione: il 65 per cento di chi ha avuto esperienze di compravendita tramite agenzia esprime un giudizio positivo.

Il valore delle competenze professionali rappresenta un elemento cruciale non solo per i clienti, ma anche per gli stessi agenti infatti – per un ulteriore accreditamento della professione, è importante che i nuovi professionisti conseguano una laurea specifica per agenti immobiliari utile a cogliere compiutamente le sfide future del mercato (42 per cento); inoltre il 50 per cento degli agenti intervistati si dice d’accordo sulla necessità di rispondere in maniera efficace alla competizione derivante dalla presenza di nuove figure concorrenziali.

Secondo l’esperienza degli agenti, per lo svolgimento delle attività di agente immobiliare una formazione costante e continua è molto importante (85 per cento): negli ultimi 2/3 anni il 34 per cento ha partecipato a oltre 6 corsi di formazione professionale e il 53 per cento si dice soddisfatto dei corsi organizzati dalle federazioni di categoria, mentre soltanto il 25 per cento è soddisfatto dei corsi di formazione organizzati da enti accreditati.

Il 39 per cento degli intervistati ha visto il risvolto positivo dei corsi di formazione seguiti sui risultati conseguiti nella propria attività professionale: tra questi, il 17 per cento li ha trovati estremamente utili.
Diversi invece i dati relativi alle esigenze di locazione: il 70 per cento degli italiani ha gestito in autonomia la ricerca del locatario a cui affittare; anche il 77 per cento ha cercato l’abitazione da prendere in affitto su internet (47 per cento), affidandosi direttamente a privati (17 per cento), al passaparola (11 per cento) o rivolgendosi direttamente al costruttore (2 per cento).

I motivi per cui per mettere/prendere in affitto un’abitazione si registra una minore propensione a rivolgersi ad un’agenzia immobiliare riguardano soprattutto l’interesse a non sostenere commissioni, oltre ad una diffusa convinzione di possedere le competenze per gestire le attività di locazione in autonomia; molto bassa la percentuale di chi, invece, decide di gestire in maniera autonoma la locazione per mancanza di fiducia negli agenti immobiliari oscilla in una percentuale tra il 2 e il 3 per cento.

Sono inoltre importanti la capacità di garantire la terzietà nella gestione delle relazioni (36 per cento) tra le parti e l’avere competenze diversificate (28 per cento) in design, interni, fotografia e così via.
Per offrire maggiori servizi ai clienti, inoltre, secondo il 52 per cento degli operatori del real estate intervistati l’agente immobiliare potrebbe essere affiancato da una rete di collaboratori specializzati, come home stager e mediatori creditizi.

Secondo gli agenti immobiliari intervistati – di cui il 79 per cento in attività da oltre 10 anni –, invece, i principali motivi per cui la clientela si decide di rivolgersi ad un agente immobiliare (per acquisto/vendita/affitto) sono la conoscenza approfondita delle caratteristiche del contesto in cui è inserito l’immobile (33 per cento) e il supporto nella gestione di pratiche burocratiche altrimenti complessa (20 per cento).

La figura professionale ‘ideale’ per i clienti è quella che tutela gli interessi del venditore e dell’acquirente in egual misura, che mette in relazione due parti per la conclusione della compravendita, che ricerca – per conto del cliente – gli immobili che meglio rispondono alle esigenze del cliente (analizzando annunci di agenzie immobiliari, privati, aste).

Santino Taverna, Presidente Nazionale F.I.M.A.A. , ha commentato: “Questa indagine mostra il ruolo fondamentale che gli agenti immobiliari ricoprono per la buona riuscita delle transazioni a tutela dei clienti-consumatori e del mercato. Di fronte all’imperversare dei nuovi fenomeni di disintermediazione, con piattaforme online che vorrebbero sostituire gli operatori, l’agente immobiliare rimane la figura centrale dell’intermediazione. L’esperienza dei consumatori, infatti, conferma che nessuna piattaforma online o motore di ricerca potrà mai sostituire la conoscenza, la competenza, la professionalità, l’empatia e la capacità negoziale di un operatore in carne e ossa.

Dall’analisi, inoltre, emerge che la formazione si conferma elemento fondamentale per la crescita professionale degli operatori. Oggi, infatti, gli operatori richiedono percorsi di studio universitario specifici sul mondo dell’immobiliare. Richiesta a cui F.I.M.A.A. ha risposto organizzando con alcune università di Roma, Milano e Varese percorsi di laurea, master e seminari dedicati agli agenti immobiliari. Ciò perché formazione è per F.I.M.A.A. sinonimo di maggiore qualità del servizio offerto ai clienti-consumatori. Motivo per cui stiamo lavorando per fare recepire anche per gli agenti immobiliari, così come avviene per altre figure professionali, l’obbligo di doversi attenere ai crediti formativi periodici a garanzia del servizio erogato alla collettività. Al momento, infatti, dopo il corso formativo e il superamento dell’esame abilitante, l’agente immobiliare può esercitare l’attività senza alcun aggiornamento professionale obbligatorio. Una lacuna normativa che il mercato del terzo millennio non può permettersi, e che come F.I.M.A.A. colmiamo nei territori con l’organizzazione periodica di seminari, per la formazione continua, aperti ai mediatori associati”.

Luca Dondi Amministratore Delegato Nomisma, spiega: “La ricerca Nomisma attesta in modo chiaro che la professione dell’agente immobiliare è in grado di farsi certamente interprete di nuove esigenze, da un lato salvaguardando i valori ‘core’ – terzietà e tutela dell’interesse sia del venditore che dell’acquirente (oltre l’80 per cento dei consumatori-clienti ritiene che sia un baluardo imprescindibile), compenso solo a seguito del buon esito della compravendita (83 per cento), competenze specifiche che consentono la costruzione di una efficace relazione tra le due parti fino alla conclusione della compravendita (73 per cento). D’altro canto, la buona reputazione connessa alla professione dell’agente immobiliare, grazie alla forte competenze sul mercato e sul contesto, segnalano la presenza di forti aspettative del cliente verso l’integrazione di nuove funzioni collegate alla compravendita, individuazione di un finanziamento ottimale e attivazione di un network specialistico a supporto dell’acquisto o della vendita (home stager, design di interni…)”

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