Sfratto per inquilino moroso invalido: cosa dice la legge

Sfratto per inquilino moroso invalido cosa dice la legge
Quando è possibile lo sfratto per inquilino moroso invalido, cosa dice la legge

Quando si cede un immobile in affitto, l’inquilino deve pagare al proprietario un canone di locazione mensile, trimestrale o, comunque, con cadenza concordata tra le parti. Nel caso in cui questo non dovesse accadere, la possibilità è quella di procedere con lo sfratto per tornare in possesso dell’immobile.

Ma cosa succede se l’inquilino moroso è invalido? Cosa dice la legge in proposito? A chiarire se è possibile lo sfratto per inquilino moroso invalido è La legge per tutti.

Il proprietario ha il diritto di iniziare una procedura di sfratto decorsi venti giorni dalla scadenza prevista, degli oneri accessori e se l’importo non pagato superi quello di due mensilità del canone. Per quasi motivi si può risolvere il contratto.

In pratica, per le locazioni ad uso abitativo, perché si possa parlare di morosità basta anche solo il mancato pagamento di una sola mensilità, ma l’inadempimento deve protrarsi per almeno venti giorni.

Per la procedura di sfratto per inquilino moroso invalido, non è prevista alcuna diversità, la legge non detta una disciplina ad hoc per gli invalidi quando si trovino in uno stato di morosità. Tuttavia, l’inquilino moroso invalido può dimostrare che, a causa della propria disabilità, non ha potuto pagare tempestivamente il canone. La legge concede una proroga alle persone che dimostrino l’impossibilità di onorare il proprio debito.

Secondo la normativa italiana, il conduttore, se non riesce a pagare tutti gli arretrati e le spese processuali e legali all’udienza di convalida dello sfratto, può chiedere al giudice, in presenza di comprovate condizioni di difficoltà, la concessione di un termine non superiore a novanta giorni per poter adempiere. Si può arrivare a centoventi giorni, se l’inadempienza, protrattasi per non oltre due mesi, è conseguente alle precarie condizioni economiche del conduttore, insorte dopo la stipulazione del contratto e dipendenti da disoccupazione, malattie o gravi, comprovate condizioni di difficoltà.

Come si evince da quest’ultima disposizione, se la difficoltà nel pagare i canoni di locazione è dovuta alle proprie condizioni di salute, si può chiedere al giudice la concessione di una ulteriore proroga, fatto salvo che le difficoltà siano sopraggiunte dopo la stipula del contratto di locazione e che la malattia abbia inciso sulla condizione economica del conduttore.

Nel solo caso di locazione di immobile ad uso abitativo, è altresì possibile chiedere il differimento dell’esecuzione dello sfratto fino a diciotto mesi nei casi in cui il conduttore, tra le altre cose, abbia compiuto i 65 anni di età oppure egli o uno dei componenti il nucleo familiare o anche il convivente da almeno sei mesi, sia portatore di handicap o malato terminale.

Pertanto, al di là della possibilità di chiedere il termine di grazia per poter pagare tutti gli arretrati e le spese processuali, l’invalido che sia stato riconosciuto formalmente dalla legge come portatore di handicap (Legge 104) può chiedere il differimento dell’esecuzione materiale dello sfratto fino a diciotto mesi.

Add Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.