Differenza tra sostituzione, ristrutturazione e nuova costruzione: la sentenza del CdS

Differenza tra sostituzione, ristrutturazione e nuova costruzione la sentenza del CdS
La differenza tra sostituzione, ristrutturazione e nuova costruzione secondo una recentissima sentenza del Consiglio di Stato, la continuità tra la nuova opera e quella precedente alla demolizione

C’è una importante differenza tra sostituzione, ristrutturazione e nuova costruzione. Si tratta di interventi di diversa natura, ad esempio, un intervento di demolizione e successiva ricostruzione può essere considerato quale ristrutturazione solo in presenza di una certa continuità con l’opera demolita precedentemente e la nostra costruzione.

A stabilirlo è la sentenza n. 3208/2019 pubblicata il 20 maggio scorso, emessa dalla Sezione Seconda del Consiglio di Stato e riportata da Casa e Clima. In buona sostanza, quando si procede con la demolizione di un edificio con l’intento di ricostruire, l’intervento edilizio può essere considerato quale ristrutturazione solo se si riscontra una continuità tra la nuova opera e quella precedente alla demolizione.

Il criterio discretivo tra l’intervento di ‘demolizione e ricostruzione’ e la ‘nuova costruzione’ “è costituito proprio, nel primo caso, dall’assenza di variazioni del volume, dell’altezza o della sagoma dell’edificio, per cui, in assenza di tali indefettibili e precise condizioni si deve parlare di intervento equiparabile a “nuova costruzione”, da assoggettarsi alle regole proprie della corrispondente attività edilizia”.

La diversa interpretazione dei criteri è dovuta all’ampliamento della categoria della demolizione e ricostruzione di un edificio come previsto dal d.lgs. n. 301 che risale al 2002 che estende il limite di ‘fedele ricostruzione’ ma chiede che si cnservino le caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente, vale a dire che non devono mancare gli elementi fondamentali, in particolare per i volumi” per cui “la ristrutturazione edilizia, per essere tale e non finire per coincidere con la nuova costruzione, debba conservare le caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente e la successiva ricostruzione dell’edificio debba riprodurre le precedenti linee fondamentali quanto a sagoma, superfici e volumi” (cfr. Cons. Stato, sez. V, 9 agosto 2018, n. 4880). (Fonte: Casa e Clima).

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