Sanatoria per vecchi abusi edilizi: evitare la demolizione, come funziona

Sanatoria per vecchi abusi edilizi evitare la demolizione, come funziona
La domanda di sanatoria per vecchi abusi edilizi non va in prescrizione, come funziona l’ordine di demolizione e come interromperlo

Quando si commette un abuso edilizio, si spera sempre che nessuno lo scopra e che arrivi un tempo di prescrizione in cui nessuno potrà chiederne conto. Tuttavia, l’abuso edilizio non va in prescrizione, così come un eventuale ordine di demolizione, che può arrivare anche a distanza di anni, ma si può sempre presentare una domanda di sanatoria.

La condizione per ricevere un ordine di demolizione è l’assenza di un titolo edilizio, a prescindere da quando sia stato realizzato. Per ottenere la sanatoria è necessaria la conformità dell’opera ai regolamenti urbanistici in vigore al momento dell’esecuzione ed a quelli in vigore al momento del deposito della domanda di sanatoria.

Una recente sentenza della Cassazione, riportata da Le legge per tutti, ha fornito chiarimenti sul caso di una persona che, pur essendo già stato condannato per abuso edilizio, per evitare la demolizione, aveva presentato una domanda di sanatoria.

Il responsabile dell’abuso edilizio deve provvedere alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi entro massimo 90 giorni dall’ingiunzione. In caso contrario, il bene, l’area di sedime e quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune.

L’opera viene demolita con ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese del responsabile dell’abuso. La demolizione viene evitata solo se viene adottata una delibera consiliare con cui l’opera venga dichiarata di interesse pubblico e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico.

Oltre alla confisca del terreno, il proprietario che non demolisce l’abuso edilizio è soggetto a una sanzione amministrativa compresa tra 2.000 euro e 20.000 euro, salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti. Inoltre, è reale l’eventuale condanna penale per il reato di abuso edilizio.

In tema di reati edilizi, e specificamente in materia di ripristino o demolizione dello stato dei luoghi anteriore alla realizzazione del fabbricato abusivo, si può ottenere la revoca o la sospensione dell’ordine di demolizione delle opere abusive se il responsabile presenta una istanza di condono o sanatoria anche se ciò avviene dopo il passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

La revoca o la sospensione della demolizione però non è automatica, sarà il giudice dell’esecuzione a valutare che sussistano elementi che facciano ritenere plausibile l’accoglimento della domanda da parte dell’autorità amministrativa competente.

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