Risarcimento danni a terzi per immobile in affitto: chi paga tra inquilino e proprietario

Risarcimento danni a terzi per immobile in affitto chi paga tra inquilino e proprietario
Il risarcimento danni a terzi per immobile in affitto non sempre è dovuto dal proprietario, la sentenza della Cassazione

L’argomento del risarcimento danni è sempre molto discusso, in particolar modo se si tratta di un immobile dato in affitto. C’è sempre il problema di stabilire chi, tra inquilino e proprietario sia tenuto al risarcimento, in particolar modo se si tratta di danni causati a terzi.

Una recente sentenza della Cassazione ha fornito qualche chiarimento in merito. In particolare, è stato chiarito che il proprietario è tenuto a rispondere dei danni solo se derivanti da strutture murarie di cui conserva la proprietà. In pratica, la Suprema Corte ha stabilito che il proprietario non è responsabile dei danni causati da parti e accessori che risultano sotto la custodia dell’inquilino.

A sancirlo è l’ordinanza n. 8769 emessa il 29 marzo 2019. Il caso preso in esame riguardava il ricorso formulato dagli ex soci di una società alla quale la Corte di Appello aveva negato il risarcimento dei danni subiti all’interno del loro immobile a causa della fuoriuscita di acqua proveniente dall’immobile del piano superiore, di proprietà di un’altra società ma affittato a terzi per uso commerciale.

Il secondo grado di giudizio aveva stabilito che il responsabile fosse l’inquilino e che quindi dovesse farsi carico del risarcimento danni. Per esigenze commerciali, infatti, l’inquilino aveva installato il vaso di espansione della caldaia dalla quale era poi derivata la perdita di acqua.

La Corte di Cassazione ha confermato quanto già espresso dalla Corte di Appello, vale a dire che la causa delle perdite era da imputare all’esplosione del vaso di espansione della caldaia e non derivavano da parti inglobate nelle strutture murarie. In pratica, l’elemento accessorio installato dall’inquilino per far fronte alle esigenze della sua attività, ne era la causa. Pertanto, i danni a terzi erano dovuti ad una cattiva o insufficiente gestione da parte dell’inquilino e non ad una condotta omissiva del proprietario.

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