Imu capannoni deducibile al 100 per cento dal 2023: emendamento Decreto Crescita

Imu capannoni deducibile al 100 per cento dal 2023 emendamento Decreto Crescita
L’Imu capannoni deducibile al 100 per cento dal 2023 approvato da un emendamento del Decreto Crescita, l’imposta municipale relativa agli immobili strumentali sarà integralmente deducibile

La commissione finanze della Camera ha approvato un emendamento dal Decreto Crescita che innalza la deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali dall’attuale 70 per cento al 100 per cento a partire dal 2023.

Come riporta Casa e Clima, la modifica stabilisce che l’imposta municipale per gli immobili strumentali sia integralmente deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni a partire dall’anno 2023. Attualmente, il Decreto Legge n. 34/2019 dispone l’incremento della quota di Imu pagata sugli immobili strumentali che può essere dedotta ai fini Irpef/Ires, consentendo una deducibilità pari al 50 per cento nel 2019, al 60 per cento nel 2020 e 2021 ed al 70 per cento dal 2022.

L’emendamento rende deducibile un ulteriore 30 per cento, consentendo quindi la deducibilità integrale dell’Imu dalle imposte dirette, a partire dall’anno di imposta 2023.

Un altro emendamento approvato prevede l’applicazione dell’aliquota Ires del 20 per cento a partire dall’anno d’imposta 2023 sugli utili di esercizio accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili, nei limiti dell’incremento di patrimonio netto ad esclusione delle Banche. Attualmente il Decreto Legge n. 34/2019 stabilisce che l’applicazione dell’aliquota Ires agevolata pari al 22,5 per cento per l’anno di imposta 2019, al 21,5 per cento per il 2020, al 21 per cento per il 2021, al 20,5 per cento dal 2022.

Per quanto riguarda la compravendita di immobili tra imprese e l’alienazione 75 per cento del volume, è stato approvato un emendamento che nella prima modifica specifica che l’agevolazione si applica anche nei contratti di compravendita immobiliare soggetti al IVA. Nella seconda modifica si fa riferimento al fatto che l’intervento edilizio può, come normalmente avviene, determinare la creazione di più unità immobiliari rispetto al pregresso e quindi l’alienazione entro i 10 anni deve avvenire per almeno il 75 per cento del volume del nuovo fabbricato.

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