Comodato d’uso gratuito di una casa: diritti e doveri del comodante

Comodato d’uso gratuito di una casa diritti e doveri del comodante
Un contratto di comodato d’uso gratuito di una casa implica diritti e doveri sia per il comodante che per il comodatario, il rischio di violazione di domicilio, la sentenza della Cassazione

Cedere una casa in comodato d’uso è un’abitudine frequente. Si tratta in buona sostanza di un contratto vero e proprio con il quale si consente ad un amico, parente o, comunque, ad una persona diversa dal proprietario, di utilizzare l’immobile per un determinato periodo di tempo.

Per quanto sia possibile anche raggiungere un accordo verbale con il comodatario, se si vuol imporre un termine di restituzione dell’immobile, meglio sarebbe redigere un contratto che, secondo quanto stabilisce la legge, deve essere regolarmente registrato.

In diritto, per comodante si intende la persona che cede ad un’altra un immobile affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato con l’obbligo di restituizione della medesima cosa ricevuta. Il comodatario è, invece, chi riceve l’immobile. Non è un contratto di affitto poiché il comodante non percepisce alcun canone per aver concesso l’uso dell’immobile.

A chiarire quali sono esattamente i diritti ed i doveri del comodante è la sentenza 24448/19 del 31 maggio 2019 della Corte di Cassazione. Il comodante non può chiedere la restituzione prima della scadenza del termine o dell’uso pattuito e non può chiedere alcun corrispettivo per l’uso dell’immobile. Il comodatario ha l’obbligo di custodire e conservare il bene utilizzato.

Il comodante, inoltre, deve evitare ogni molestia che turbi il comodatario nell’uso del bene. Egli deve informare il comodatario dei vizi dell’immobile di cui è a conoscenza e che potrebbero limitare o impedire l’uso dello stesso.

Il proprietario non può ostacolare, finché dura il comodato, l’uso del bene da parte del comodatario. In particolare:

  • impedire al comodatario di fare dell’immobile l’uso che gli è espressamente o tacitamente consentito;
  • pretendere la restituzione dello stesso prima della scadenza del termine prefissato;
  • disdire le utenze stipulate a proprio nome per ottenere la restituzione dell’immobile comodato;
  • fare irruzione in casa con un duplicato delle chiavi se non è stato espressamente autorizzato;
  • invadere le pertinenze dell’appartamento in comodato.

La sentenza della Cassazione ha sancito che il comodante commette violazione di domicilio se se si introduce nell’appartamento di sua proprietà, a prescindere dalle ragioni che lo spingono a compiere il gesto, e neanche se il comodatario, alla scadenza del contratto, non ha restituito l’immobile.

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