Federalberghi pro codice identificativo affitti brevi: un percorso contro l’abusivismo

Federalberghi pro codice identificativo affitti brevi un percorso contro l’abusivismo
Federalberghi pro codice identificativo affitti brevi, un primo passo positivo per contrastare l’abusivismo imperante nel settore turistico

L’arrivo a breve di un codice identificativo per cercare di arginare l’abusivismo nel settore turistico, ha suscitato reazioni contrastanti tra gli addetti ai lavori, qualcuno è favorevole, altri sono perplessi.

In buona sostanza, un emendamento al decreto crescita prevede l’istituzione di un codice identificativo per tutte le strutture ricettive, inclusi gli immobili destinati alle locazioni brevi. Una vera e propria stretta finale che dovrebbe concedere poco ai furbetti del settore, costretti ad iscriversi in una banca dati istituita presso l’Agenzia delle Entrate. Il codice identificativo alfanumerico, dovrà essere pubblicato obbligatoriamente in tutte le inserzioni che pubblicizzano la struttura.

“Fatta la legge, trovato l’inganno”, recita un detto popolare, tuttavia, proprio per contrastare al massimo chi cercherà di eludere la legge, sono previste sanzioni piuttosto elevate per i trasgressori che partono da 500 euro per arrivare anche a 5.000 euro.

L’emendamento può essere interpretato come un aggravio delle incombenze e spese a carico degli operatori, oppure come un modo per migliorare l’offerta turistica e realizzare un mercato più trasparente.

Il codice identificativo per gli affitti brevi suscita la perplessità di Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, che ritiene sia un’operazione poco fattibile, poiché in Italia non esiste una vera e propria categoria di immobili destinati alle locazioni brevi, oltre al fatto che ogni abitazione, anche destinata all’uso del proprietario, può essere parzialmente o totalmente adibita alla locazione breve in qualsiasi momento.

Al contrario, Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, è favorevole: “Apprezzimo questa proposta e ringraziamo il ministro Centinaio per l’importante segnale di attenzione verso il settore, che ci era stato preannunciato nel settembre scorso, in occasione della sua partecipazione alla riunione del nostro Consiglio Direttivo, e poi confermato durante l’Assemblea di Federalberghi che si è tenuta a Capri ad inizio maggio. Strumenti analoghi sono stati introdotti con buoni risultati in tutto il mondo e confidiamo che anche in Italia contribuiscano alla bonifica del mercato, in favore di tutte le strutture, di tutti i generi, che operano nel rispetto delle regole, per una concorrenza sana, trasparente e leale. Questa proposta costituisce il primo passo di un percorso strategico, che deve proseguire introducendo un set minimo di norme di tutela del turista, in materia di igiene, sicurezza, prevenzione incendi, etc. che Federalberghi ha chiesto di adottare in occasione della recente audizione parlamentare sul disegno di legge delega sul turismo”.

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