Mutui prima casa al top nei primi cinque mesi: si allunga la durata

Mutui prima casa al top nei primi cinque mesi si allunga la durata
I mutui prima casa al top nei primi cinque mesi dell’anno, raggiunto il tetto massimo degli ultimi cinque anni, il report MutuiOnline.it

Gli italiani continuano ad avere fiducia nel mattone, tanto che le compravendite sono in continua crescita, soprattutto per quanto riguarda la prima casa. Di pari passo viaggiano i mutui che, nei primi cinque mesi di quest’anno, hanno toccato il loro massimo degli ultimi cinque anni in termini di quota relativa sul totale erogati.

A dirlo è il report MutuiOnline.it (aggiornato al 31 maggio). I risparmiatori restano comunque prudenti e, tra i tanti aspetti evidenziati, anche l’allungamento della durata dei mutui ipotecari. Nello specifico, le erogazioni di mutui ipotecari per l’acquisto della prima casa hanno raggiunto quota 53,4 per cento del totale, in aumento dal 46,1 per cento rispetto all’intero 2018.

Diverso l’andamento delle erogazioni di mutui per sostituzione e surroga che sono scese al 38,3 per cento (dal 46,1 per cento dello scorso anno), e l’andamento delle richieste indica un probabile ulteriore ridimensionamento nei mesi futuri, man mano che si smaltisce l’onda lunga delle surroghe innescata negli ultimi anni dai tassi ai minimi storici.

Segnali positivi del mercato dei mutui anche per l’acquisto della seconda casa, anche se su quote più ridotte, la cui erogazione è salita al 6,4 per cento dal 5,3 per cento di gennaio-marzo. Potrebbe essere un segnale sul ritorno della fiducia tra i risparmiatori, tendendo conto che quest’ultima quota è in costante crescita dalla fine del 2018 ed è più che raddoppiata dalla fine del 2016.

I mutuatari sono sempre più interessati al tasso fisso (81,3 per cento nel 2019 contro l’82,1 per cento dello scorso anno), mentre la percentuale delle erogazioni a tasso variabile è scesa al 9,8 per cento dall’11,9 per cento. Le famiglie italiane, in buona sostanza, preferiscono la certezza della rata mensile, anche se non sono previsti al momento incrementi del costo del denaro che, teoricamente, potrebbe favorire una maggiore preferenza del tasso variabile.

Per quanto riguarda la durata dei mutui, si consolida la percentuale di mutui erogati a medio e lungo termine, con l’accentuarsi della prevalenza della durata 20 anni (38,4 per cento contro il 35,8 per cento del 2018, ai massimi dal 2006). Stabili le durate a 25 e 30 anni, che contano complessivamente per un altro 33 per cento del totale erogati. Tre mutui su quattro viaggiano quindi su durate lunghe, che permettono di incrementare l’importo erogato mantenendo allo stesso tempo più contenuto e gestibile l’ammontare della rata. Tutto merito dei tassi di interesse ancora ai minimi storici.

Sul fronte dell’importo medio delle richieste, nelle rilevazioni annuali ha toccato il nuovo massimo da fine 2013 con 130.449 euro. L’importo medio erogato è stato di 127.406 euro, in aumento dai 116.429 del 2015. Le rilevazioni trimestrali portano ad un importo medio erogato ancora più alto, che sfiora i 130.000 euro e si avvicina ai massimi toccati negli anni pre-crisi del 2010-2011. Continua la discesa del tasso fisso che dall’1,80 per cento di aprile passa all’1,72 per cento a fine maggio (a gennaio era 1,9 per cento). Il tasso variabile si mantiene a quota 0,9 per cento, seppur indicato in assestamento allo 0,88 per cento. La riduzione del differenziale tra i due tassi contribuisce dunque alla scelta quasi totalitaria di erogazione a favore del tasso fisso.

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