Realizzazione di una veranda sul balcone: cosa dice la legge

Realizzazione di una veranda sul balcone cosa dice la legge
La realizzazione di una veranda sul balcone deve seguire alcune regole condominiali, il permesso di costruire, cosa dice la legge

Trasformare un balcone in una veranda chiusa su tre lati senza chiedere le oppurtune autorizzazioni, è rischioso per il propretario che può incorrere nel reato di abuso edilizio. Non è raro che questo accada e, spesso, quando si vende l’immobile si omette di comunicarlo all’acquirente che potrebbe ottenere la risoluzione del contratto e la restituzione del prezzo.

Ad occuparsi della realizzazione di una veranda sul balcone senza autorizzazione sono anche numerose sentenze della giurisprudenza, riportate da La legge per tutti. La veranda, realizzabile su balconi, terrazzi o attici, è caratterizzata da ampie superfici vetrate che all’occorrenza si aprono tramite finestre scorrevoli o a libro. La realizzazione di una veranda comporta un aumento della volumetria dell’immobile.

Per quanto riguarda il permesso di costruire per la realizzazione di una veranda, l’orientamento maggioritario dalla giurisprudenza è che sia sempre necessario richiederlo al Comune. Non conta il fatto che la struttura sia semovibile. Secondo la Cassazione, non si tratta di manufatto precario, destinato a risolvere esigenze temporanee e contingenti, bensì di un nuovo locale autonomamente utilizzabile. La Cassazione sottolinea che per opere precarie si intendono quelle facilmente rimovibili, in caso contrario, le opere richiedono sempre e comunque il preventivo rilascio di un titolo edilizio.

Non è la prima volta che la giurisprudenza affronta il tema della veranda sul balcone senza autorizzazione. Il Consiglio di Stato, ad esempio, ha sempre stabilito che per chiudere il balcone ci vuole il permesso del Comune prescindere dai materiali usati, dalla dimensione della veranda stessa e della sua destinazione.
Per quanto riguarda l’eventuale permesso da parte del condominio per la realizzazione di una veranda sul balone, la legge non lo prevede.

Incorrono in errore i Comuni che subordinano il rilascio del permesso di costruire al deposito di delibera assembleare con cui si autorizza la realizzazione della struttura. Una richiesta di questo tipo sarebbe illegittima ed impugnabile al Tar. Cosa che spesso è necessario fare quando l’ufficio tecnico del Comune si ostina a richiedere il voto dell’assemblea e questa non intente accordarlo.

Va comunque detto che, se non occorre il permesso del condominio, la realizzazione di una veranda sul balcone ha dei limiti. Innanzitutto, non deve ledere l’estetica della facciata del palazzo né pregiudicare la stabilità del palazzo. Il condominio può solo valutare, una volta terminata l’opera, se questa è contraria al decoro architettonico e se può costituire un pericolo per la stabilità dell’edificio, di solito affidata ad un ingegnere.

Naturalmente, se la veranda entra in conflitto con l’estetica del fabbricato o un pericolo per la tenuta del balcone, il condominio ne può imporre la rimozione a opera già completata, anche ricorrendo al tribunale. Tuttavia, per evitare eventuali controversia, l’interessato può farsi previamente autorizzare dall’assemblea presentando il relativo progetto al voto. Una volta ottenuto il consenso da parte della maggioranza, con regolare delibera, nessuno potrà chiedere la rimozione dell’opera (salvo eventuali difformità dall’iniziale progetto).

Una volta realizzata una veranda andrà aggiornato il catasto e ricalcolate le tabelle millesimali del condominio, atteso che l’opera comporta un aumento della cubatura e quindi una modifica delle quote di proprietà.

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