Affitti brevi alla stretta finale: in arrivo il codice identificativo

Affitti brevi alla stretta finale in arrivo il codice identificativo
Gli affitti brevi alla stretta finale, emendamenti dei relatori al Decreto Crescita chiedono il codice identificativo e l’obbligo di trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate

Negli ultimi anni gli affitti brevi sono molto gettonati, ma forse poco regolamentati. Facile, in buona sostanza, riuscire ad evadere il fisco per le strutture ricettive. Secondo quanto anticipato dal quotidiano ItaliaOggi, le cose potrebbero cambiare a breve poiché è in arrivo una banca data.

Si tratta, in buona sostanza, di un codice identificativo alfanumerico che dovrà essere utilizzato in ogni comunicazione che riguarda l’offerta e la promozione dei servizi all’utenza. In buona sostanza, i proprietari che mettono a disposizione un appartamento oppure una stanza, saranno obbligati a chiedere il codice identificativo e ad inserirlo nell’annuncio pubblicitario. La novità è contenuta in un pacchetto di emendamenti dei relatori Giulio Centemero (Lega) e Raphael Raduzzi (Movimento 5 stelle) al Decreto Crescita (dl 34/19) che saranno depositati in commissione finanze.

Le nuove regole, previste nell’emendamento al Cecreto Crescita, vogliono l’istituzione di una banca dati dove chi mette in locazione la propria casa dovrà dotarsi di un codice alfanumerico, che permetterà di essere individuati sulle piattaforme di intermediazione. Queste ultime, anticipa ItaliaOggi, se sono straniere e non hanno un rappresentante fiscale ma sono soggetti residenti, sono per legge “solidalmente responsabili” con il gruppo a cui appartengono per l’effettuazione ed il versamento della ritenuta sull’ammontare dei canoni e corrispettivi. L’intento è quello di superare le resistenze delle grandi piattaforme che non ritengono di doversi far carico di questo adempimento.

La trasmissione dei dati dovrà avvenire in modalità sicura all’Agenzia delle Entrate e questi dati saranno utilizzati dal fisco per l’analisi del rischio relativamente ai corretti adempimenti fiscali. Nel caso in cui non si rispetti l’obbligo di pubblicazione delle comunicazioni e della promozione del codice identificativo scatteranno delle sanzioni tra 500 e 5 mila euro.

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