Previsioni Nomisma a Re Italy: 2,5 mln di famiglie compreranno casa entro il prossimo anno

Previsioni Nomisma a Re Italy 2,5 mln di famiglie compreranno casa entro il prossimo anno
Le previsioni Nomisma a Re Italy sul mercato immobiliare sono di 2.5 milioni di famiglie italiane disponibili ad acquistare una casa entro il prossimo anno

Sono buone le previsioni sul mercato immobiliare di Nomisma che ritiene che entro il prossimo anno 2,5 milioni di famiglie acquisteranno una casa, di queste, 47,6 per cento intende ricorrere al canale bancario (1,1 milioni di famiglie), confermando quanto tale componente sia strategica a sostegno della domanda abitativa.

Guardando ai profili, le famiglie che hanno intenzione di acquistare un’abitazione sono in larga parte giovani, in prevalenza nuclei con figli, caratterizzati da una capacità di risparmio uguale e maggiore rispetto all’anno precedente, che possono contare su più redditi e su un livello di istruzione medio-alto.

I dati emergono dal 12esimo Rapporto sulla Finanza Immobiliare 2019 curato da Nomisma e presentato a RE Italy 2019. L’indagine dell’istituto bolognese evidenzia che negli ultimi 12 mesi circa 157mila famiglie hanno presentato richiesta di un mutuo ipotecario ricevendo una risposta negativa a causa di una condizione economica non sufficiente a garantire il rientro del finanziamento. Un dato più contenuto rispetto a quello dello scorso anno che, secondo Nomisma, altro non è che una conferma del “lento ma progressivo processo di allentamento delle restrizioni messo in atto dal sistema bancario verificatasi lo scorso anno e, in parte, attenuatasi nei primi mesi del 2019”.

Negli ultimi 12 mesi sono aumentate le famiglie che hanno stipulato un mutuo, e ad aumentare anche le surroghe e le sostituzioni di mutuo ricorrendo ad un altro istituto di credito, la percentuale passa infatti dal 3,1 al 5,9 per cento. Cala la percentuale di chi ha rinegoziato il mutuo con la propria banca (dall’11,8 al 10,6 per cento).

L’indagine Nomisma rileva inoltre che è in crescita la percentuale di famiglie che hanno pagato in ritardo le rate del mutuo (11,6 per cento, 434 mila famiglie), anche se si tratta di una situazione temporanea. Contestualmente, infatti, è aumentata la percentuale delle famiglie che hanno recuperato i pagamenti insoluti.

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