Cartelloni pubblicitari sulla facciata condominiale: cosa dice la legge

Cartelloni pubblicitari sulla facciata condominiale cosa dice la legge
Mettere cartelloni pubblicitari sulla facciata condominiale significa l’uso delle parti comuni, cosa dice la legge

Che la pubblicità sia l’anima del commercio è sicuro, soprattutto se si tratta di attività all’interno di un condominio, ad esempio, un negozio. Per farlo sapere a più persone, si può decidere di piazzare sulla facciata un cartellone pubblicitario.

Della possibilità o meno di mettere cartelloni pubblicitari sulla facciata condominiale, si è recentemente occupato il tribunale di Brescia con una sentenza dello scorso 22 marzo, riportata da La legge per tutti. Il caso preso in esame riguardava un condomino che aveva esposto sulla facciata un cartellone di metri 4×1. Al condomino è stata ordinata la rimozione.

La facciata dell’edificio è considerata una parte condominiale comune ed il Codice civile stabilisce che ciascun condomino può servirsi delle parti comuni a condizione che non ne alteri la destinazione d’uso e non impedisca agli altri proprietari di fare altrettanto.

I giudici hanno stabilito che il cartellone pubblicitario sulla facciata condominiale costituisce una violazione nonché turbativa del compossesso della facciata condominiale da parte degli altri abitanti dell’edificio.

Inoltre, un cartellone pubblicitario può danneggiare l’estetica della facciata di un edificio e costituisce un modo di essere dell’immobile e quindi un godimento da parte del suo possessore. Il condominio, quindi, può agire in tribunale per veder tutelato il proprio possesso sulla facciata condominiale.

La novità della sentenza è che, secondo il giudice, la lesione dell’estetica del palazzo costituisce non solo un deturpamento economico del fabbricato, che incide sul valore dei singoli appartamenti, ma anche una forma di turbativa del possesso a danno degli altri condomini, configurandosi quale lesione o riduzione o delle utilità inerenti al godimento del bene comune, anche se di ordine estetico.

Il tribunale bresciano ha, in pratica, confermato quanto già sancito dalla Cassazione che in tema di condominio, riteneva illegittimo l’uso particolare o più intenso del bene comune, se ciò determina un pregiudizio al decoro architettonico dell’edificio condominiale. Il Codice civile non legittima pertanto qualsiasi uso particolare del bene comune da parte del condomino.

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