Cedolare secca per immobili ad uso commerciale: i chiarimenti delle Entrate

Cedolare secca per immobili ad uso commerciale i chiarimenti delle Entrate
La cedolare secca per immobili ad uso commerciale chiarita dall’Agenzia delle Entrate, via libera anche quando il conduttore agisce nell’esercizio dell’impresa

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 50/e ha chiarito come applicare correttamente il regime della cedolare secca sul reddito da locazione degli immobili ad uso commerciale introdotto dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di Bilancio 2019).

La risoluzione dà il via libera alla nuova cedolare secca anche quando il conduttore agisce nell’esercizio dell’impresa. Il locatore invece, trattandosi di contratti di locazione che verranno assoggettati a imposizione sostituiva dell’Irpef sui redditi fondiari, dovrà essere necessariamente una persona fisica che non agisce nell’esercizio dell’attività d’impresa, arti o professioni.

“L’articolo 1, comma 59, prevede che “Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca, di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l’aliquota del 21 per cento”.

“Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale”.

C’era qualche perplessità circa la possibilità di assoggettare al regime della cedolare secca i contratti di locazione relativi ad immobili di categoria catastale C/1 in presenza di conduttori che agivano nell’esercizio dell’attività d’impresa. La divisione contribuenti delle Entrate ha chiarito come, proprio per le caratteristiche stesse della norma, si debba derogare alle regole ordinarie previste dal regime introdotto dall’articolo 3 del dlgs n. 23 del 2011 che inibiscono l’accesso alla cedolare secca in presenza di conduttori che agiscono nell’esercizio di impresa o di arti e professioni (circolare n. 26/e del 1° giugno 2011).

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