Impugnare il permesso di costruire: fino a quando si può, la sentenza del CdS

Impugnare il permesso di costruire fino a quando si può, la sentenza del CdS
Fino a quando si può impugnare il permesso di costruire, la sentenza del Consiglio di Stato spiega quali sono i termini che ne determinano la possibilità

Un permesso di costruire può essere impugnato ma occorre rispettare dei termini ed alcune condizioni. Sull’argomento si è recentemente espresso il Consiglio di Stato. Il caso preso in esame dai giudici riguardava un edificio di tre piani fuori terra con seminterrato costruito in base alle norme vigenti negli anni Settanta, con copertura a tetto a falde.

Tuttavia, la costruzione era in difformità dal progetto approvato, che prevedeva invece il lastrico solare. Inoltre, anche la balconata a piano terra e qualche aggetto tamponato presentavano delle difformità.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza 2546/2019, riportata da Edilportale, ha spiegato che il permesso di costruire è impugnabile ma i termini possono decorrere dall’inizio dei lavori o dal momento in cui si evincono le dimensioni definitive dell’edificio. Tutto dipende dall’edificabilità dell’area su cui sorge il manufatto realizzato.

Viste le difformità, nel 2001 era stato presentato un progetto per la sanatoria delle opere abusive realizzate, su cui il Comune aveva rilasciato il permesso di costruire. I lavori assentiti nel 2001 non erano però mai stati avviati ed il proprietario vicino aveva chiesto l’annullamento per mancato inizio dei lavori nel termine di legge, sostenendo anche una ulteriore violazione sul fronte sulle distanze di confine e tra pareti finestrate.

Il Tar della Calabria aveva accolto il ricorso ma l’altra proprietaria aveva nel frattempo presentato ricorso in appello sostenendo la tardività della impugnazione. Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello spiegando che non si può impugnare un titolo abilitativo rilasciato molti anni prima.

L’impugnazione del permesso di costruire dipende dalla totale o parziale inedificabilità del suolo su cui sorge l’edificio. Se l’area è inedificabile, il termine decorre dall’inizio dei lavori. Se, invece, è possibile costruire nella zona, ma si contesta la consistenza dell’intervento, il termine decorre dal completamento dei lavori o dal momento in cui risulta palese l’esatta dimensione del manufatto.

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