Trasformazione del balcone in veranda: quando serve il permesso di costruire

Trasformazione del balcone in veranda quando serve il permesso di costruire
La trasformazione del balcone in veranda richiede il permesso di costruire, l’incremento delle superfici e dei volumi, la sentenza del Tar Campania

Non tutto è ancora chiaro in campo di edilizia, in particolare per quanto riguarda alcuni interventi di trasformazione del proprio appartamento non ritenendo utile richiedere alcuna autorizzazione per l’esecuzione delle opere.

E’ il caso della trasformazione di un balcone in veranda che, in buona sostanza, rappresenta un intervento di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio con incremento delle superfici e dei volumi e necessita di permesso di costruire; non è, infatti, una pertinenza urbanistica e né può essere camuffato da volume tecnico.

Questo è quanto spiega il Tar Campania con la sentenza 2318/2019, riportata da Edilportale. La creazione di un nuovo volume, come può essere una veranda edificata sulla balconata di un appartamento, altera i prospetti e la sagoma dell’edificio, determinando una variazione planovolumentrica ed architettonica dell’immobile.

La realizzazione di una veranda, spiegano i giudici, è da considerarsi a tutti gli effetti un nuovo locale autonomamente utilizzabile e non precario, trattandosi di un’opera destinata ad essere utilizzata quotidianamente e non solo per esigenze temporanee e contingenti con la sua successiva rimozione, ma a durare nel tempo, ampliando così il godimento dell’immobile.

In particolare, il Tar ha spiegato che “la chiusura di una veranda, a prescindere dalla natura dei materiali utilizzati e dalle dimensioni modeste, costituisce un aumento volumetrico, anche ove realizzata con pannelli in alluminio, atteso che, in materia urbanistico-edilizia, il presupposto per l’esistenza di un volume edilizio è costituito dalla costruzione di almeno un piano di base e due superfici verticali contigue, così da ottenere una superficie chiusa su un minimo di tre lati”.

In conclusione, spiega il Tar Campania, il vano creato con la chiusura del balcone non può essere considerato volume tecnico, non computabile nel calcolo della volumetria massima consentita, trattandosi quest’ultima di una nozione riferibile soltanto alle opere edilizie completamente prive di una propria autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinate a contenere impianti serventi una costruzione principale, per esigenze tecnico-funzionali della costruzione stessa.

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