Comproprietà di un immobile: quali sono diritti e doveri stabiliti dalla legge

Comproprietà di un immobile quali sono diritti e doveri stabiliti dalla legge
La comproprietà di un immobile implica diritti e doveri sul bene in equal misura, cosa dice la legge

Essere comproprietari di un immobile non è sempre facile. Spesso le opinioni sono contrastanti, c’è chi vorrebbe venderlo subito, altri invece preferirebbero aspettare oppure modificarne la destinazione d’uso. Molto discussa è sovente la ripartizione delle spese, un immobile non utilizzato ha bisogno di manutenzione comunque, ed ecco lo spunto per far sorgere accese discussioni.

Bisogna dunque sapere quali sono i diritti ed i doveri in caso di comproprietà di un immobile. Comproprietà è sinonimo di comunione e questo significa che coesistono più diritti di proprietà. Come spiega La legge per tutti, la proprietà viene divisa in percentuale, quindi, ne consegue il dovere di ciascuno di riconoscere anche i coesistenti diritti degli altri comproprietari.

Le quote non sono sempre uguali, ad esempio, in presenza di una madre con figli, eredi del proprietario dell’immobile, la prima avrà il 50 per cento della proprietà, mentre il residuo 50 per cento verrò diviso tra i figli. Nel caso invece di due coniugi in regime di comunione dei beni, la comproprietà è divisa per quote uguali.

Ciascun comproprietario può utilizzare l’immobile comune senza però impedire agli altri di farne uguale uso. Ciascuno deve osservare essenzialmente tre obblighi: non può impedire il contemporaneo utilizzo del bene agli altri comproprietari; non può alterare la destinazione d’uso del bene senza il consenso degli altri; non può pregiudicare il bene, distruggendolo o danneggiandolo.

Se l’immobile non è utilizzabile contemporaneamente dai comproprietari il singolo può utilizzarlo (anche in via esclusiva) pur rispettando il diritto al pari uso degli altri.

Il singolo comproprietario può utilizzare l’immobile a patto che non ne impediscano definitivamente l’utilizzo altrui o finché i comproprietari non ne ritengano l’utilizzo eccedente, richiedendone quindi la cessazione.

Un esempio pratico è la comproprietà di tre persone di un appartamento che non può essere abitato contemporaneamente da tutti i comproprietari, l’utilizzo esclusivo da parte di uno di essi per alcuni giorni o settimane non è vietato a condizione che consenta anche agli altri comproprietari di farne pari uso in altri periodi dell’anno.

In sintesi, per stabilire se l’uso più intenso da parte di un comproprietario venga ad alterare il rapporto di equilibrio fra i partecipanti non deve aversi riguardo all’uso concreto di detta cosa da altri in un determinato momento, ma di quello potenziale in relazione ai diritti di ciascuno.

Il singolo comproprietario che usa la cosa in modo tale da impedire il medesimo uso agli altri comproprietari, compie un atto illecito e dà diritto agli altri comproprietari di chiedere il pagamento di una indennità. Il modo migliore per evitare controversie è firmare un accordo con cui si preveda un uso rotatorio dell’immobile.

Il comproprietario può fare lavori e modifiche all’immobile comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di utilizzarlo. Le spese sostenute dal comproprietario per i lavori sull’immobile sono solo a suo carico e non può chiedere il rimborso agli altri a meno che fosse stato stabilito diversamente con un preciso accordo. I lavori non possono alterare la destinazione dell’immobile, ad esempio trasformando un’abitazione in un negozio o in un ufficio oppure un giardino in un parcheggio per auto.

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