Scegliere la durata giusta del mutuo: quali sono le varianti da considerare

Scegliere la durata giusta del mutuo: quali sono le varianti da considerare
Come scegliere la durata giusta del mutuo, quali sono le varianti da considerare, la stabilità del reddito, la convenienza o meno di allungare la durata

La maggior parte degli italiani, per acquistare una casa, decide di rivolgersi ad un istituto di credito per chiedere un mutuo. Oltre a valutare attentamente la banca alla quale ci si rivolge, la decisione importante da prendere è la durata del mutuo.

I fattori da considerare sono molti, soprattutto quello reddituale e le esigenze del proprio nucleo familiare. La durata del mutuo è variabile, le proposte bancarie spaziano da un minimo di 5-10 anni ad un massimo di 30 anni. Molto dipende anche dall’età del richiedente, per i giovani under 35 le banche offrono anche la possibilità di arrivare fino a 35 – 40 anni.

A dare qualche delucidazione è Mutui.it. Nella quasi totalità dei casi si tratta di un mutuo alla francese: a parità di capitale erogato, tanto più è lungo il piano di ammortamento tanto più bassa sarà la rata. Logico pensare che sia più conveniente allungare il più possibile il piano di rimborso per avere una rata mensile più leggera.

Tuttavia, sull’altro piatto della bilancia vanno messi gli interessi maggiori che si andranno a pagare. Infatti, più si va avanti a pagare le rate e più interessi si versano alla banca. L’esempio portato da Mutui.it è un finanziamento a tasso fisso per l’acquisto della prima casa per un importo di 100mila euro. Se si sceglie una durata ventennale la rata mensile sarà di 555 euro, comprensiva di quota capitale (crescente nel tempo) ed interessi (decrescente). In caso di mutuo trentennale, la rata sarà invece di 422 euro, vale a dire ben 133 euro in meno al mese. In conclusione, il mutuo più lungo consente al bilancio familiare di avere una cifra in più al mese.

Se da una parte può essere vantaggioso, dall’altra non va trascurato il costo totale degli interessi dovuti in base ai piani di rimborso: nel primo caso si pagherà complessivamente 133.200 euro (vale a dire 240 rate da 555 euro), nel secondo caso 151.920 euro (vale a dire 360 rate da 422 euro). A conti fatti, l’esborso sui 30 anni è di 18.720 euro maggiore rispetto a quello di 20 anni.

Naturalmente, bisogna anche tenere conto di altre importanti variabili, ad esempio le spese accessorie del mutuo, la possibilità di scegliere tassi misti, la facoltà di prevedere rate crescenti.

Non esiste, comunque, una regola assoluta, tutto dipende dalle esigenze familiari, dal reddito mensile, dalle prospettive di crescita delle entrate, senza considerare che ci sono anche strumenti che consentono di cambiare in corso d’opera le condizioni, dalla rinegoziazione alla sostituzione del mutuo.

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