Acquisto casa ed accertamento fiscale: come dimostrare la provenienza del denaro

Acquisto casa ed accertamento fiscale come dimostrare la provenienza del denaro
L’acquisto casa ed accertamento fiscale viaggiano di pari passo, come dimostrare la provenienza del denaro con il quale è stato pagato l’immobile

Acquistare una casa significa avere a disposizione la somma necessaria per pagare l’immobile. Il Fisco è sempre in agguato e, dunque, potrebbe anche arrivare un accertamento fiscale per verificare la provenienza del denaro.

L’evasione fiscale in Italia è una vera e propria piaga difficile da sconfiggere, per questo i controlli sono frequenti. Il problema non esiste se il contribuente ha presentato una regolare dichiarazione dei redditi ma, nel caso in cui il reddito non fosse sufficiente, la necessità è quella di dimostrare la provenienza del denaro. I chiarimenti in merito arrivano da una recente ordinanza della Cassazione riportata da La legge per tutti.

Come detto, se chi acquista casa grazie ad un reddito regolarmente denunciato nella dichiarazione dei redditi, non deve temere nulla, specialmente se lo stipendio viene regolarmente accreditato in conto corrente, essendo possibile la tracciabilità dei proventi. Diverso è il caso di una persona disoccupata o con un reddito tale da non riuscire a comprare la casa e in quel caso bisognerà essere pronti a fornire prove sufficienti. Il contribuente dovrà dimostrare che i soldi pagati al venditore provengono da un mutuo, da eredità o donazione.

Se il denaro proviene da un mutuo non esistono problemi poiché il contratto è dotato di data certa in quanto stipulato davanti ad un notaio e l’atto finisce direttamente nell’Anagrafe tributaria.

Diverso è il caso del prestito da parte di un privato. In questo caso, soprattutto per questioni fiscali, è meglio far risultare tutto da un documento scritto e registrato all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, l’importo dovrà essere accreditato con bonifico bancario o assegno, sempre per gli obblighi di tracciabilità.

Se il denaro proviene da un’eredità, si dovrà conservare la dichiarazione di successione in cui è stata dichiarata l’esistenza del conto corrente e la quota che di esso si è ricevuta in concorso con gli altri coeredi.

Spesso si acquista la casa con il denaro dei genitori, si tratta della cosiddetta donazione indiretta. In questo caso, il genitore può versare i soldi direttamente al venditore e chiedere a questi di intestare la casa al figlio oppure bonificare i soldi sul conto del figlio o consegnargli gli assegni per acquistare successivamente la casa.

Per entrambi i casi non c’è bisogno di pagare l’imposta sulle donazioni, come chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione, né è necessario fare la donazione davanti al notaio.

La Suprema Corte ha infine chiarito che l’acquisto della casa tramite donazione indiretta impedisce l’accertamento con Redditometro; non è necessario che dimostri la connessione fra gli assegni bancari o il bonifico e la compravendita ossia che proprio quei soldi, e non altri, sono stati usati per pagare il prezzo di acquisto.

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