Mercato immobiliare in risalita ma prezzi ancora in calo: la fotografia di Fiaip

Mercato immobiliare a due velocità rapido nelle grandi città, al rallenty nell’hinterland
Il mercato immobiliare in risalita ma prezzi ancora in calo secondo la fotografia scattata da Fiaip, nel 2018 le compravendite sono salite del 6,6 per cento ma i prezzi sono scesi del 2,5 per cento

La fotografia scattata da Fiaip del mercato immobiliare italiano rivela che le compravendite sono sicuramente in risalita, mentre continua inesorabile il calo dei prezzi sia nel residenziale, che nel commerciale, senza dimenticare il terziario.

Lo scorso anno le compravendite nel residenziale sono cresciute del +6,6 per cento, in particolar modo nell’ultimo semestre dell’anno. Secondo Fiaip, i dati positivi sono dovuti principalmente ai buoni valori reddituali registrati in alcune città capoluogo di regione, dove vi è un buon incremento degli investimenti immobiliari, spinti per lo più da acquisti di immobili da mettere a reddito mediante le locazioni brevi soprattutto nelle città d’arte e nelle località ad alta vocazione turistica.

La spinta verso l’alto delle compravendite, inoltre, è dovuta anche all’aumento degli immobili aggiudicati in asta ed ai tassi applicati dalle banche sui mutui che sono ancora molto favorevoli. A concorrere anche l’aumento di immobili venduti da privati che non riescono a sostenere la forte tassazione che su loro grava. Considerati gli scarsi rendimenti dei titoli di Stato, i risparmiatori italiani si sono rifugiati nell’investimento immobiliare, visto che molte transazioni immobiliari sono state realizzate come investimenti alternativi di medio lungo termine, rispetto a quelli finanziari. Oltre alla diminuzione dei prezzi delle case -2,52 per cento, sono in territorio negativo anche i valori di uffici (-4,67 per cento), negozi (-4,18 per cento) e capannoni ( -5,35 per cento).

Milano, invece, vede aumentare i valori immobiliari del +6,2 per cento grazie anche al piano di rigenerazione urbana avviato sin dai tempi dell’Expo. Aumenta del 20 per cento il numero delle transazioni operate mediante agenti immobiliari, chi intende acquistare o vendere casa, in un momento di profonda crisi del settore, si rivolge ad un professionista, per cercare di individuare il valore immobiliare più probabile, per una vendita in tempi brevi o per essere certo di acquistare a prezzi di mercato.

Sul fronte delle locazioni, rispetto all’anno precedente, si registra un aumento dei contratti per il residenziale del +2,39 per cento, aumento spinto principalmente dalla cedolare secca. Aumento dello 0,32 per cento anche per i negozi, mentre si registra ancora un segno negativo per uffici e capannoni. Anche per le locazioni abitative i prezzi medi hanno subito una flessione moderata (-1,50 per cento), mentre permane una forte diminuzione per il settore commerciale (-4,82 per cento per i capannoni).

Mario Condò de Satriano, Presidente del Centro Studi Fiaip, sottolinea: “Le compravendite nel residenziale sono arrivate a sfiorare quasi quota 580mila,con un buon incremento rispetto al 2017. A fronte di un 2019 ancora incerto, si fotografa un mercato immobiliare che segna un progressivo cambiamento di passo, ma che non evidenzia, ad oggi, una crescita consolidata. L’aumento della domanda immobiliare e delle compravendite, in particolar modo nei comuni capoluogo, arriva in un momento di forte incertezza per i mercati, in cui vi è un rallentamento economico globale in atto. Sull’andamento del mercato immobiliare italiano ha pesato il lungo periodo di incertezza politica, il contestuale innalzamento dello spread e permangono i timori sul debito italiano e sulle prospettive macroeconomiche entro le quali verrà scritta la prossima manovra di bilancio. Si fotografa un mercato immobiliare che, nonostante il costante aumento delle transazioni immobiliari, evidenzia tutta la sua fragilità, con l’assenza di una crescita dei valori, rispetto al resto d’Europa”.

Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale Fiaip, dichiara: “La zavorra fiscale grava ancora troppo sulla casa, causando effetti che non permettono all’immobiliare di essere il vero motore dell’economia del Paese, così come accade invece in tutto il resto d’Europa. Siamo convinti da tempo che il mattone sia lo strumento ideale per dare stimolo allo sviluppo economico del Paese in grado di invertire la dinamica di contenimento della crescita economica nazionale. Per il settore, dopo l’avvio della cedolare secca per le locazioni di negozi, che pure necessita di miglioramenti è necessario ora proseguire nella direzione giusta introducendo una flat tax per tutte le tipologie contrattuali per l’affitto. Al Paese serve un Piano Nazionale di riforma strutturale del comparto attraverso una riduzione reale e un riordino complessivo della fiscalità immobiliare che renda nuovamente attrattivo il nostro mercato sia per gli investitori italiani che stranieri grazie ad una redditività certa e riconoscibile”.

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