Tassi sui mutui ancora in discesa: minimi storici per tutto il 2019

Tassi sui mutui ancora in discesa minimi storici per tutto il 2019
I tassi sui mutui ancora in discesa, secondo le previsioni i minimi storici continueranno per tutto il 2019 e parte del 2020

La decisione presa dalla Banca Centrale Europea è di mantenere invariati i tassi di interesse allo 0 per cento. Alla luce degli ultimi dati non proprio tranquillizzanti riguardanti l’andamento dell’economia nell’eurozona, la volontà è quella di mantenere i tassi ai minimi ancora a lungo, almeno fino alla fine del 2019 e molto probabilmente anche per il primo semestre 2020.

L’analisi realizzata dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha evidenziato che anche con la chiusura di marzo 2019, si mantiene vicino ai minimi storici il tasso Euribor (3 mesi), che ha fatto registrare un -0,31 per cento. In linea dunque con quanto rilevato per tutto il 2019 e leggermente più alto del suo minimo storico di -0,33 per cento al quale è rimasto ancorato per tutto il 2017 e per la prima metà del 2018. Si prevede una lenta risalita dell’Euribor che non arriverà a toccare valori positivi prima del 2020.

In netta discesa negli ultimi mesi il tasso Eurirs (25 anni). Si è attestato a fine marzo a 1,15 per cento, il suo minimo storico dal novembre 2016 (1,14 per cento). Ad esclusione proprio dell’anno 2016 l’indice è sempre stato ben al di sopra di tale soglia.

Dalle prime rilevazioni del 2019 restano favorevoli le condizioni alle quali sottoscrivere finanziamenti per l’acquisito dell’abitazione, in particolar modo relativamente ai prodotti a tasso fisso che come abbiamo visto negli ultimi 5 mesi hanno registrato un calo importante.

Per fare un esempio pratico, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110mila euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160mila euro e che lo spread medio di mercato si attesti a 1,20 per cento sia per il tasso fisso che per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso la rata è di 485 euro, circa 76 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se si scegliesse un mutuo a tasso variabile, in quanto la rata ammonta a 409 euro. Rispetto alla precedente indagine di Gennaio 2019 la rata del prodotto fisso è diminuita di 17 euro mentre quella del prodotto variabile è scesa di 12 euro.

Optando per un mutuo a tasso fisso, alle attuali condizioni di mercato, se si considera un finanziamento con un orizzonte temporale di 20 anni, ogni 100mila euro finanziati si ha un maggior esborso economico di circa 68 euro: ciò significa che se oggi si decidesse di sottoscrivere un mutuo di 100mila euro a tasso fisso per una durata di 20 anni, andremmo a spendere 816 euro in più all’anno per eliminare il rischio “rialzo dei tassi” ai quali è invece soggetto un mutuo a tasso variabile.

Questo chiaramente se i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per la situazione di maggior risparmio, ovvero quella del mutuo variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita che si è abituati ad avere.

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