Mutui a tasso variabile in salita: il fisso continua comunque a dominare

Mutui a tasso variabile in salita il fisso continua comunque a dominare
I mutui a tasso variabile in salita nel primo trimestre 2019 anche se il fisso continua a primeggiare, surroghe ai minimi storici da cinque anni, l’analisi di MutuiOnline.it

Recuperano terreno i mutui a tasso variabile con una inaspettata crescita nei primi tre mesi del 2019 mentre le surroghe hanno registrato una forte flessione. Questo è quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio di MutuiOnline.it.

Le tendenza è favorita dalla politica creditizia delle Banche centrali, impegnate a rivitalizzare la crescita economica e ridare slancio ai prezzi. La Bce, da parte sua, ha fatto sapere che per tutto l’anno non cambierà nulla, almeno fino a quando il tasso di inflazione non si riavvicinerà al target ufficiale fissato al 2 per cento.

Dalla fotografia scattata dall’Osservatorio di MutuiOnline.it emerge anche il vistoso calo delle surroghe rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno, sia richieste (al 33,7 dal 40,7 per cento) sia erogate (al 42,9 dal 48,2 per cento), entrambi ai minimi da quasi cinque anni a questa parte. Prendono il volo, invece, i mutui acquisto prima casa, con le richieste salite al 55,4 dal 49,2 per cento e le erogazioni al 49,3 dal 44,4 per cento, tornando così ai massimi dall’inizio 2015.

Nonostante l’incremento del tasso variabile, quello fisso continua ad essere il più richiesto e nelle erogazioni di mutui (rispettivamente con l’80,7 e con l’89,1 per cento del totale nel primo trimestre di quest’anno), ma contestualmente le richieste di mutuo a tasso variabile rispetto al quarto trimestre 2018 sono cresciute al 17,1 dal 13,8 per cento, nuovo massimo da un anno a questa parte. Dietro questo risveglio c’è sicuramente la prolungata prospettiva aperta da Draghi per un costo del denaro ai minimi, che ha portato alcuni a puntare su una stabilità anche futura del tasso variabile e quindi ad una massimizzazione del risparmio.

L’Euribor, del resto, continua a viaggiare sottozero da quasi tre anni, ma il mercato ha reagito soprattutto con un marcato arretramento dell’Eurirs, particolarmente vistoso se guardiamo il trend del dato annuale: a 10 anni (da 0,98 nel 2018 a 0,68 per cento nel 2019), a 20 anni (da 1,47 nel 2018 a 1,20 per cento nel 2019) ed a 30 anni (da 1,53 nel 2018 a 1,27 per cento nel 2019), sia quello ad un mese sia quello a 3 mesi. E così nella prima parte di quest’anno sono scesi i tassi medi per il fisso (da 1,89 di febbraio 2019 a 1,81 per cento di marzo 2019 e a ottobre 2018 era a 1,94 per cento), ormai costantemente sotto tutti i minimi precedenti.

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