Case in vendita ad un euro in Italia: dal nord al sud per evitare lo spopolamento

Case in vendita ad un euro in Italia dal nord al sud per evitare lo spopolamento
Le case in vendita ad un euro in Italia, dal nord al sud si cerca di evitare lo spopolamento di piccoli centri rurali, ecco dove si possono acquistare con l’impegno di ristrutturare

Il fenomeno dello spopolamento di piccoli e preziosi borghi antichi italiani preoccupa molte amministrazioni tanto da mettere in atto alcuni iniziative interessanti. Si cerca di contrastare proponendo l’acquisto di case al prezzo simbolico di 1 euro su tutto il territorio nazionale.

L’impegno per i nuovi proprietari è di dare inizio a lavori di ristrutturazione e di recupero dell’immobile per dare nuova vita ai luoghi dove sono ubicati. I paesini italiani in cui si potrebbe acquistare sono tanti, difficile recuperare i dati e luoghi. Il fenomeno della vendita di una casa al prezzo di un caffè è andato gradatamente ad aumentare negli ultimi anni, così nasce il sito Case a un euro, come riporta il Corriere della Sera, dall’idea di Maurizio Berti ed Alberta Paoli, i fondatori del portale al quale ci si può rivolgere per avere ulteriori informazioni.

Salemi (Trapani): poco più di 10mila abitanti, è stato il primo paese che nel lontano 2008 quando Vittorio Sgarbi, appena eletto sindaco, decise di proporre la vendita di case abbandonate e diroccate ad un euro, con la riqualificazione e la ristrutturazione a carico dell’acquirente. E’ uno dei borghi più belli d’Italia e può vantare un patrimonio storico notevole, ancora oggi rappresenta un importante centro arabo-medievale.

Regalbuto (Enna): piccolo centro di poco più di 7mila abitanti, si trova al confine tra la provincia di Enna e quella di Catania, alle pendici dell’Etna. Nel centro storico, si trovano diversi edifici abbandonati.

Gangi (Palermo): si trova al confine tra le province di Palermo ed Enna ed ha origini decisamente antiche, come testimoniano alcune necropoli risalenti all’antica Età del Bronzo. Nel 2014 Gangi era stato eletto borgo più bello d’Italia per quell’anno, ma questo non ha frenato lo spopolamento.

Mussomeli (Caltanissetta): situato nell’entroterra siculo, a metà strada tra la provincia di Caltanissetta e quella di Agrigento, ad un’altezza di circa 700 metri sopra il livello del mare, consente di avere un panorama mozzafiato da ogni punto del suo territorio. Gli abitanti sono oltre 10mila, ma ci sono molte case diroccate ed abbandonate.

Sambuca di Sicilia (Agrigento): poco più di 5mila abitanti, fu fondato dagli arabi all’inizio del IX secolo. Il Comune offre la possibilità di ottenere praticamente a costo zero una casa, ma a condizione che l’acquirente si faccia carico delle spese di ristrutturazione, pari a 15mila euro in tre anni.

Bivona (Agrigento): equidistante dai Comuni di Agrigento e Palermo, oggi conta poco più di 3500 abitanti. Nel centro storico ci sono diversi edifici abbandonati dai legittimi proprietari, che hanno manifestato esplicitamente il totale disinteresse a ristrutturarli. Anche in questo caso bisogna farsi carico del restauro degli immobili.

Nulvi (Sassari): situato nella regione storica dell’Anglona, ha origini antichissime ma oggi conta poco più di 2700 abitanti. Lo spopolamento di massa era iniziato già negli anni ’60.

Ollolai (Nuoro): nel cuore della Sardegna, la cittadina conta meno di 1300 abitanti, ci sono centinaia di appartamenti lasciati vuoti e che necessitano di essere ristrutturati. Si possono acquistare ad un euro, garantendo un pagamento di 20mila euro (per tre anni) per i lavori di ristrutturazione.

Lecce nei Marsi (L’Aquila): il paesino nel cuore della Marsica conta appena 1600 abitanti. Si trova nella parte più meridionale della provincia dell’Aquila ed era stato ricostruito dopo il terremoto della Marsica del 1915, ma ha sofferto un vero e proprio esodo nel dopoguerra, ulteriormente accentuato negli anni ’90 e dopo il terremoto dell’Aquila del 2009.

Zungoli (Avellino): tra i borghi più belli d’Italia, il paese dell’Irpinia ha ottenuto il riconoscimento della bandiera arancione del Touring Club Italiano, oggi conta poco più di mille abitanti. L’economia si basa sull’agricoltura e, per contrastare lo spopolamento, anche qui vengono vendute case abbandonate a un euro.

Patrica (Frosinone): situato nella Valle del Sacco, il paese conta poco più di 3mila abitanti. Si trova ad un’altitudine di 450 metri e anche qui ci sono case abbandonate e diroccate, ma in vendita a prezzi stracciati.

Cantiano (Pesaro e Urbino): il borgo medievale si trova nella parte più meridionale della provincia marchigiana ed ha origini molto antiche. Meta turistica molto apprezzata dagli escursionisti, oggi gli abitanti sono appena 2206. Anche qui ci sono case in vendita a un euro.

Fabbriche di Vergemoli (Lucca): il comune nasce nel 2014 con l’accorpamento di quelli di Fabbriche di Vallico e di Vergemoli. Oggi conta meno di 800 abitanti ma si trova immerso nei territori del Parco Naturale delle Alpi Apuane.

Montieri (Grosseto): un tempo importante centro per l’estrazione di metalli, oggi conta poco più di mille abitanti. La maggior parte degli edifici sono seconde case, che molte persone hanno ereditato dagli avi ma senza avere interesse nel ristrutturarle. Il paese offre molto dal punto di vista geologico e paesaggistico,anche se ci sono problemi da non sottovalutare per quanto riguarda le comunicazioni.

Borgomezzavalle (Verbano-Cusio-Ossola): nato dalla fusione di Viganella e Seppiana, conta appena 312 abitanti ma nel suo territorio ci sono decine di edifici abbandonati.

Carrega Ligure (Alessandria): il paesino conta solo 87 abitanti in tutto il territorio comunale e ci sono molti edifici diroccati che i proprietari vorrebbero vendere. L’amministrazione fa da intermediario tra i proprietari e chi vorrebbe acquistare una casa.

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