Tasse sui canoni di affitto non incassati: al via la norma salva-affitti

Tasse sui canoni di affitto non incassati al via la norma salva-affitti
Le tasse sui canoni di affitto non incassati non dovranno più essere versate dai proprietari, approvata la norma salva-affitti che tutela dagli inquilini morosi

Uno degli ostacoli che spesso convincono i proprietari di un immobile a non affittare la seconda casa, è il timore di imbattersi in un inquilino che, dopo qualche mese di pagamenti regolari, inizi a non versare i canoni di affitto concordati alla firma del contratto. Il problema è che su quei canoni non ricevuti andranno comunque pagate le tasse.

C’è però una novità importante per i proprietari di immobili che sono incappati in inquilini morosi. Un importante passo avanti è stato compiuto a loro tutela dalla Commissione Finanze della Camera, nell’ambito del provvedimento di civiltà ed equità sulla semplificazione fiscale, con l’approvazione della cosiddetta norma salva-affitti. In buona sostanza, dal gennaio 2020 i proprietari che hanno dato in affitto un immobile e non hanno percepito i canoni di locazione non dovranno più pagare le relative tasse al Fisco.

A riferirlo in una nota è il portavoce del Movimento 5 Stelle in Commissione Finanze alla Camera: “Non saranno più dovute le imposte per gli affitti non percepiti. E’ solo uno dei tanti provvedimenti inseriti all’interno della nostra proposta di legge ‘semplificazioni fiscali’ che presto arriverà in Aula”.

Attualmente, i proprietari di immobili che lo hanno ceduto in affitto sono tenuti a dichiarare e pagare le tasse sugli affitti anche se non percepiti. Il credito di imposta di pari ammontare viene riconosciuto al proprietario solo dopo la conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore. In altre parole, il proprietario deve anticipare al Fisco le tasse sui canoni di locazione non percepiti e solo successivamente può decurtare le somme come credito di imposta. Fondamentale sarà l’intimazione di sfratto, o l’ingiunzione di pagamento, per sospendere il versamento al Fisco.

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