Regolamento condominiale non allegato al rogito: cosa dice la legge

Regolamento condominiale non allegato al rogito cosa dice la legge
Il regolamento condominiale non allegato al rogito non vincola il nuovo proprietario, le clausole limitative devono deve essere approvate all’unanimità dall’assemblea e trascritte nei Pubblici Registri Immobiliari

Sono molte le cose da verificare quando si acquista una casa, tra queste anche il regolamento di condominio che deve essere allegato all’atto di compravendita. Un documento indispensabile per esercitare i propri diritti e doveri nell’ambito della vita condominiale.

A proposito di regolamento condominiale non allegato al rogito, si è occupato recentemente il tribunale di Roma, come riporta La legge per tutti. Va innanzitutto precisato che il condominio non può limitare in alcun modo l’uso della proprietà privata. Questo significa che nessuno, neanche l’amministratore, può decidere cosa fare dentro la propria abitazione, pertinenze incluse.

Il balcone, in particolare, fa parte della proprietà e, dunque, si può utilizzare a proprio piacimento salvo che non si realizzino opere che pregiudichino il decoro architettonico o la stabilità dell’edificio. In questo senso, le eventuali limitazioni all’uso dell’appartamento possono essere valide solo se votate all’unanimità, ossia con il consenso di tutti i condomini.

Una clausola particolare del regolamento di condominio deve essere approvata convocando una riunione dell’assemblea cui partecipino tutti i condomini ed in cui votino a favore il 100 per cento dei presenti. In tal caso si parta di regolamento assembleare. Anche il costruttore dell’edificio può stabilire un regolamento condominiale che deve essere approvato dai vari acquirenti degli appartamenti, ad uno ad uno, nel momento in cui questi siglano il contratto di compravendita dal notaio.

Alla firma dell’atto di acquisto, il futuro condomino, accettando il regolamento con i suoi eventuali vincoli, accetta di auto-limitare la sua proprietà. In tal caso si parla di regolamento contrattuale.

Quanto all’accettazione del regolamento di condominio da parte di chi acquista dal precedente proprietario, la Cassazione ha più volte osservato che il regolamento di condominio può essere opponibile ai successivi acquirenti dei vari appartamenti dello stabile in quanto le eventuali limitazioni in esso contenute siano conoscibili. Affinchè ciò accada, le clausole limitative dei diritti di proprietà devono essere trascritte nei Pubblici Registri Immobiliari oppure allegate al rogito notarile con cui il nuovo condomino acquista la casa.

Secondo la sentenza del tribunale di Roma, chi compra un appartamento in un condominio non può essere soggetto ad eventuali limiti nell’uso del proprio immobile, anche se derivanti da un regolamento approvato all’unanimità, se tale regolamento non è stato allegato al rogito oppure non è stato trascritto.

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