Prescrizione Imu e Tasi: entro quanto tempo scadono le imposte locali

Prescrizione Imu e Tasi entro quanto tempo scadono le imposte locali
Quando vanno in prescrizione Imu e Tasi, entro quanto tempo i Comuni possono richiedere il pagamento delle imposte locali, i chiarimenti della Cassazione

La legge impone che tutte le imposte locali abbiano una scadenza, vale a dire la prescrizione, termine oltre il quale il Comune non può più richiedere il pagamento totale o parziale di quanto non versato.

Il termine di prescrizione di Imu e Tasi che, come noto, finiscono al Comune, è diverso da quanto applicato, ad esempio, ad imposte centrali come Irpef, Irap, bollo e ad imposte comunitarie come l’Iva. La prescrizione delle tasse è un argomento spesso al centro di sentenze della giurisprudenza. Non è raro che i contribuenti riescano a non pagare le imposte locali a causa della lentezza della pubblica amministrazione, e la mancata riscossione è argomento di discussione.

Recentemente la Cassazione si è occupata del recupero della tassazione di Imu e Tasi. Come riporta La legge per tutti, i giudici hanno spiegato che, per verificare la sussistenza dei presupposti per godere dell’esenzione dalle imposte sull’abitazione principale, il Comune può controllare i consumi delle utenze del gas. Pertanto, chi dichiara di vivere nella casa al mare solo per non pagare le tasse, deve fare i conti con i consumi rilevati durante l’anno.

Per quanto riguarda la prescrizione Imu e Tasi, una sentenza della Cassazione dello scorso anno ha esteso l’area di applicazione della prescrizione breve a tutti i tributi locali, ampliando la tutela del contribuente.

La prescrizione di Imu e Tasi è di cinque anni, pertanto, se si riceve un accertamento rispetto alla quale sono trascorsi più di cinque anni, non si deve pagare, sapendo che il Comune può chiederti solo il versamento delle imposte degli ultimi cinque anni.

Tuttavia, non si può ignorare un’ingiunzione del Comune, ma bisogna impugnare l’accertamento. Diversamente l’atto diventa definitivo. Per l’impugnazione bisogna rivolgersi al giudice entro 60 giorni dal ricevimento dell’atto illegittimo.

L’alternativa è il ricorso in autotutela, vale a dire una domanda redatta in carta semplice indirizzata al Comune stesso in cui si chiede l’annullamento dell’accertamento per intervenuta prescrizione. La risposta dovrebbe intervenire entro massimo 30 giorni ma l’amministrazione non è tenuta a dare una risposta. Quindi, bisogna prestare molta attenzione al decorso dei termini per ricorrere presso la Commissione Tributaria Provinciale, poiché l’autotutela non sospende i termini del ricorso.

La Cassazione ha spiegato che il termine di prescrizione per le imposte locali si applica all’avviso di accertamento. Questo significa che, se dopo aver ricevuto la notifica dell’accertamento, il Comune non invia nessun sollecito di pagamento, si compie la prescrizione di Imu e Tasi.

Add Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.