Mutui e surroghe in calo nel primo trimestre 2019: Crif, cresce l’importo medio

Mutui e surroghe in calo nel primo trimestre 2019 Crif, cresce l’importo medio
Le richieste di mutui e surroghe in calo nel primo trimestre 2019, i dati del Barometro Crif segnalano un aumento dell’importo medio richiesto e della fascia più giovane d’età

Il mercato di mutui e surroghe nel primo trimestre 2019 è stato caratterizzato da una flessione delle richieste da parte delle famiglie italiane, non semplici richieste di informazioni o preventivi online ma vere e proprie istruttorie formali. La diminuzione registrata è del -7,9 per cento rispetto al pari periodo dello scorso anno, calo dovuto al progressivo ridimensionamento delle surroghe.

Nel mese di marzo appena concluso la contrazione registrata dal Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie (EURISC) è pari a -9,2 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Tuttavia, se da una parte si verifica una flessione delle richieste, dall’altra, c’è la costante crescita dell’importo medio richiesto, che nel mese di marzo si è attestato a 130.032 euro, superiore del 3 per cento rispetto al valore rilevato nello stesso periodo dello scorso anno. Il valore aggregato relativo ai primi tre mesi del 2019, invece, risulta pari a 129.299 euro (+2,6 per cento), il più elevato dal 2013 ad oggi.

Da dati Crif emerge che la fascia d’età che maggiormente chiede un mutuo è compresa tra i 35 ed i 44 anni, con una quota del 33,9 per cento sul totale. Si osserva, però, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovane, con quella compresa tra i 25 ed i 34 anni che cresce di +1,0 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2018.

Simone Capecchi, Executive Director di Crif: “Il I trimestre dell’anno si è chiuso con una contrazione del numero di richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane a cui si associa, però, una crescita dell’importo medio rispetto al corrispondente periodo del 2018. In entrambi i casi la dinamica in atto è riconducibile anche al progressivo ridursi del bacino di consumatori per i quali l’operazione di rottamazione dei vecchi mutui risulta ancora economicamente conveniente. Altro fenomeno da evidenziare in questa fase è la crescente richiesta dei così detti ‘mutui green’ per l’acquisto di abitazioni ad elevata prestazione energetica o per ristrutturazioni che implicano un upgrade di classe energetica. Questo rappresenta una interessante opportunità per gli istituti di credito, che potranno avere un ruolo proattivo nel supportare e indirizzare la clientela retail verso la scelta green. Si tratta, in effetti, di un percorso articolato in cui il consumatore deve riuscire a valutare la effettiva convenienza derivante dalla realizzazione di interventi di efficientamento energetico”.
 

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