Diritto di abitazione ed usufrutto: sono due cose diverse, come funziona

Diritto di abitazione ed usufrutto sono due cose diverse, come funziona
Il diritto di abitazione ed usufrutto sono due cose diverse, varie sono le interpretazioni, la differenza e come funziona

Non è estremamente facile fare la differenza tra diritto di abitazione ed usufrutto, spesso è molto difficile distinguere i diritti ed i doveri dell’habitator. Molto facile il fraintendimento.

Per meglio spiegare quali siano le differenze, poniamo il caso di una casa coniugale o familiare nella quale si vive abitualmente. Se viene a mancare improvvisamente il coniuge od il genitore, la legge garantisce il diritto di abitazione della casa in cui si è convissuto. In buona sostanza, si tratta di un diritto materiale, che rimane in carico a colui che ha in usufrutto una casa o è il successore di una persona appena deceduta. Il diritto di abitazione spetta anche ai figli, anche se adottati, in affidamento ed al personale di servizio convivente nell’abitazione.

Inoltre, il diritto di abitazione spetta alle persone fisiche, ma non alle giuridiche e prevede che innanzitutto l’immobile abbia il requisito di abitabilità. Non è possibile godere della casa in maniera diversa dal naturale diritto di abitazione. Sono escluse le ipotesi di locazione da cui si trae un profitto e non è consentito adibire la casa ad un uso diverso dall’abitazione fine a se stessa. Sono invece comprese tutte le pertinenze dell’abitazione, come balconi, giardini o garage.

Il diritto di abitazione può essere esercitato anche solo su una parte di abitazione, nel caso in cui accolga più di una famiglia, facendosi carico delle spese di manutenzione e gestione dell’immobile di propria pertinenza. Se viene a mancare la persona che godeva del diritto di abitazione, la casa torna al legittimo proprietario e non sarà necessario alcun atto notarile, poiché esso decade naturalmente.

Per quanto riguarda la differenza tra diritto di abitazione ed usufrutto, bisogna spiegare che quest’ultino è un accordo temporaneo, le parti decidono una scadenza; in caso contrario, esso rimane in vigore fino alla morte dell’usufruttuario. Il bene concesso in usufrutto si può locare e dunque avere un ricavo ma deve essere restituito alla fine del periodo di usufrutto. Inoltre, si può concedere ipoteca sull’usufrutto ma non non si può cedere il proprio diritto ai successori.

La differenza sostanziale tra usufrutto e diritto di abitazione è dunque che l’usufruttuario può cedere il proprio diritto e godere dei frutti del bene, mentre il diritto di abitazione non permette all’avente diritto di sfruttare il bene per trarne guadagno o rendita.

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