Prescrizione delle spese condominiali: tempi diversi per inquilino e proprietario

Prescrizione delle spese condominiali tempi diversi per inquilino e proprietario
La prescrizione delle spese condominiali ha tempi diversi tra proprietario ed inquilino, il decreto ingiuntivo e lo sfratto

Tutti i crediti hanno una scadenza, si chiama prescrizione, vale a dire il termine oltre il quale non possono essere più incassati. Pertanto, c’è anche una prescrizione delle spese condominiali.

La scadenza riguarda sia il proprietario di un’abitazione che l’nquilino, il condomino è obbligato a pagare all’amministratore le quote ordinarie e straordinarie, l’inquilino dovrà pagare i cosìddetti oneri accessori, vale a dire la parte di spese condominiali stabilite dalla legge.

La prescrizione delle spese condominiali ha due diversi termini di prescrizione a seconda che il debito sia del proprietario verso il condominio o dell’inquilino verso il proprietario.

L’amministratore di condominio può iniziare a riscuotere le spese condominiali dopo l’approvazione del bilancio definitivo da parte dell’assemblea. Ogni condomino ha diritto di sapere quanto pagano gli altri e se ci sono eventuali condomini morosi. Tuttavia, l’amministratore non può fornire informazioni ad estraniei né indicare i nomi dei morosi con un avviso esposto in bacheca.

Che sia il condomino o l’inquilino a non pagare le spese condominiali, si diventa ufficialmente morosi. Le quote ordinarie per un condomino, in genere scadono e vanno versate in automatico al termine di ogni mese.

L’amministratore è personalmente responsabile del recupero delle quote. Se dopo la diffida inviata a mezzo raccomandata a/r non accade nulla, l’amministratore, senza necessità di farsi autorizzare dall’assemblea, nomina un avvocato di fiducia che presenta al giudice la prova del credito del condomino e chiede l’emissione di un decreto ingiuntivo. Dopo la notifica dell’atto il condominio deve notificare un ultimo avviso chiamato atto di precetto che precede il pignoramento vero e proprio dei beni.

Discorso diverso per l’inquilino poiché il debito non è nei confronti del condominio ma del proprietario di casa. Con il contratto di locazione, infatti, il conduttore si impegna a versare non solo il canone mensile ma gli oneri accessori che vanno dal servizio di pulizia, consumi di acqua ed energia elettrica per le parti comuni, riscaldamento e condizionamento dell’aria, portierato entro massimo 90 per cento del compenso, salvo diversi accordi.

Il pagamento deve avvenire entro due mesi dalla richiesta. Se ciò non accade, l’inquilino potrà essere sfrattato a patto che l’ammontare delle somme non corrisposte raggiunga almeno il valore di due mensilità. L’inquilino ha il diritto di chiedere il dettaglio delle spese condominiali e prendere visione dei documenti giustificativi delle spese effettuate. In mancanza di tali indicazioni l’inquilino può omettere il pagamento.

La prescrizione delle spese condominiali dovute dal proprietario di casa è di cinque anni, termine che vale solo per le spese ordinarie di gestione. Per le spese straordinarie, in mancanza di una esplicita norma di legge che ne regoli la scadenza, si ritiene che il termine di prescrizione sia di dieci anni.

Discorso diverso se è l’inquilino a non pagare le spese condominiali al proprietario di casa. In questo caso la prescrizione è di solo due anni e può essere comunque interrotta con qualsiasi diffida di messa in mora (il termine inizia a decorrere da capo dal giorno successivo). Dunque il conduttore è tenuto a versare gli arretrati degli ultimi 24 mesi. Anche in questo caso il proprietario può agire con un decreto ingiuntivo e conseguente sfratto.

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