Realizzazione di copertura stagionale in giardino: quando serve il permesso di costruire

Realizzazione di copertura stagionale in giardino quando serve il permesso di costruire
Per la realizzazione di copertura stagionale in giardino serve il permesso di costruire? Dipende anche dal volume dell’opera

Per proteggere una parte del giardino o per riparare la piscina dalla pioggia, la soluzione potrebbe essere quella di realizzare una copertura di materiale rigido da usare solo durante alcuni mesi dell’anno, ad esempio, proteggere dal sole l’angolo pranzo nel corso dell’estate.

Il primo passo sarà quello di risolvere i problemi burocratici, vale a dire le pratiche amministrative da depositare in Comune. La domanda è se per realizzare la copertura, è necessario chiedere il permesso di costruire. A rispondere è una sentenza della Corte di Cassazione, riportata da La legge per tutti, che ha rispolverato un’altra vecchia sentenza ed aggiornato le regole sulle autorizzazioni edilizie quando si fanno lavori sulle pertinenze di casa.

Si parla di realizzazione di opere stagionali, nello specifico la Cassazione si è occupata della copertura della piscina utilizzata stagionalmente. I temi sono essenzialmente due: il concetto di pertinenza e la differenza tra opera temporanea (per la quale il permesso non è necessario) e stagionale.

Per le opere di piccole dimensioni non ci vuole il permesso di costruire. E’ il caso, ad esempio, di una tettoia di pochi centimetri utili per ripararsi dalla pioggia quando si inseriscono le chiavi dentro la serratura di casa. Diverso è il caso di un’opera di dimensioni più elevate, ad esempio la tettoia che crea ambienti vivibili. In questo caso, prima di iniziare i lavori, è necessaria l’autorizzazione del Comune. Nel caso di specie, la sentenza ha ritenuto che le dimensioni della copertura non erano piccole, trattandosi di una piscina lunga circa 19 metri e larga 9, a prescindere dal fatto che, nei periodi di non utilizzo, smontata e “impacchettata”, la stessa occupava solo pochi metri.

Per stabilire se un’opera è da ritenere di dimensioni ridotte, bisogna far riferimento alla sua natura di pertinenza rispetto alla costruzione principale cui è collegata. La legge infatti richiede il permesso di costruire per gli interventi di nuova costruzione che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20 per cento del volume dell’edificio principale. Tuttavia, la Cassazione ridimensiona tale criterio e ricorda che, seppur il Testo Unico edilizia prescriva un valore percentuale tra il bene principale e la pertinenza, ciò non toglie che quest’ultima debba avere una superficie modesta e trascurabile.

Per quanto riguarda il permesso di cosruire per la realizzazione di una copertura, qualche anno fa la Cassazione non lo riteneva necessario per tutte le opere destinate ad un utilizzo momentaneo. Ad oggi, a seguito delle modifiche apportate nel decreto legislativo “Scia2” tale tipologia di opere è sottoposta a Cil. Sono da considerare opere temporanee quelle intrinsecamente destinate a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee che però possono essere rimosse non appena viene meno tale funzione.

L’opera temporanea e quella stagionale sono differenti, la prima, si ripete nel tempo. Dunque l’opera stagionale può essere eseguita previa presentazione della richiesta di rilascio del permesso di costruire. Diversamente scatta il reato di abuso edilizio.

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