Risarcimento danni alla scadenza del contratto di affitto: cosa dice la legge

Risarcimento danni alla scadenza del contratto di affitto cosa dice la legge
Il risarcimento danni alla scadenza del contratto di affitto, l’inquilino che ha danneggiato gravemente deve pagare i canoni di affitto anche per il periodo necessario alle riparazioni, la sentenza della Cassazione

Alla scadenza del contratto di affitto, il proprietario di casa ha il diritto di verificare che l’immobile venga riconsegnato in buone condizione, pur tenendo conto dell’eventuale normale usura dovuta al trascorrere del tempo. Tuttavia, non è raro che l’inquilino lasci l’appartamento in condizioni tutt’altro che decorose, sicchè c’è bisogno di effettuare importanti riparazioni che costringono il proprietario a non poter rimettere sul mercato l’appartamento per qualche mese.

Il proprietario danneggiato ha diritto a chiedere il risarcimento danni procurati all’immobile ma è necessaria una esatta quantificazione. Non sempre è facile, ma a dare una risposta è una recentissima ordinanza della Cassazione, riportata da La legge per tutti. Il caso preso in esame riguardava un proprietario di casa e l’ex affittuario che aveva lasciato la casa in condizioni fatiscenti. Per poter rimettere sul mercato l’abitazione, il locatore era stato costretto ad affidare i lavori di ristrutturazione ad un’impresa. All’atto della quantificazione dei danni, l’ex inquilino era disposto a pagare solo l’importo esposto in fattura, vale a dire l’effettiva spesa sostenuta dal proprietario di casa. Quest’ultimo invece pretendeva di più sostenendo che oltre alle spese sostenute, l’ex inquilino doveva risarcire l’ulteriore danno derivante dalla durata dei lavori stessi che si erano protratti a lungo.

Il ragionamento del proprietario era che per tutti i mesi in cui non aveva potuto affittare la casa a causa dei lavori in corso, aveva di fatto perso i canoni di locazione che avrebbe potuto incassare. Sicché, secondo la sua teoria, l’ex inquilino che aveva procurato danni tanto gravi da richiedere l’intervento di un’impresa di ristrutturazione per alcuni mesi, doveva versare il canone anche per il periodo necessario alle riparazioni.

L’importo del risarcimento può variare a causa di numerose variabili. Ad esempio, l’impresa alla quale ci si è rivolti, i materiali utilizzati ed il pregio di questi, l’urgenza richiesta per i lavori. Il proprietario non può unilateralmente quantificare l’indennizzo se non con l’intesa dell’inquilino o con l’avallo del giudice. Detto in termini più pratici, si può trattenere la cauzione a copertura dei danni solo se il locatore cita l’inquilino davanti ad un tribunale affinché il magistrato accerti l’entità dei danni stessi.

Secondo la sentenza della Cassazione, il conduttore che riconsegna l’immobile con gravi danni è tenuto a versare il canone anche per il periodo necessario alle riparazioni. Questa ipotesi di risarcimento è assimilata al caso di “ritardata restituzione dell’appartamento”. In buona sostanza, la Cassazione ha dato ragione al proprietario.

Add Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.