Risolvere il contratto di affitto senza tribunale: la clausola risolutiva espressa

Risolvere il contratto di affitto senza tribunale la clausola risolutiva espressa
Come risolvere il contratto di affitto senza tribunale, la clausola risolutiva espressa consente di non ricorrere all’ordine di sfratto del giudice risparmiando tempo e denaro

Uno dei dubbi dei proprietari di casa che vorrebbero dare in affitto un appartamento, è la possibilità che l’inquilino non paghi i canoni stabiliti oppure che non lasci l’immobile alla scadenza del contratto. Si può certamente ricorrere allo sfratto ma, conoscendo i tempi dei tribunali italiani ed i costi, il rischio è di tenere l’inquilino non più desiderato in casa per lunghi mesi.

Tuttavia, si può risolvere un contratto di affitto senza tribunale, ricorrendo a clausole ben specificate alla stipula del contratto. Una forma di tutela preventiva che spiega La legge per tutti. In buona sostanza, si tratta della clausola risolutiva espressa che consente di interrompere il contratto di affitto senza tribunale. Il Codice civile stabilisce che un contratto può essere risolto per inadempimento di uno dei due contraenti solo se tale inadempimento è grave.

Una valutazione che viene rimessa al giudice, poichè la norma non stabilisce cosa si può intendere per grave e cosa no in relazione ad ogni singolo contratto. Le parti possono sottrarre tale discrezionalità al giudice e stabilire esse stesse, in anticipo, già nella scrittura privata, quali prestazioni si considerano essenziali, la cui violazione quindi consente di ottenere la risoluzione. In questo modo la valutazione dell’importanza dell’inadempimento è rimessa ai contraenti e non al tribunale.

La clausola risolutiva espressa si può inserire in un contratto di locazione per fare in modo che il proprietario sia in qualche modo tutelato. Ad esempio, si può stabilire che il mancato rispetto del regolamento condominiale, a prescindere da quale norma sia stata violata, comporta la risoluzione del contratto. In pratica, le parti stabiliscono in anticipo quali sono gli adempimenti importanti che, se violati, giustificano la risoluzione del contratto.

Il funzionamento della clausola risolutiva espressa è semplice. Una volta che la violazione è stata accertata, la parte che non ha più interesse alla prosecuzione del contratto invia all’altra una diffida, con cui comunica di volersi avvalere della clausola risolutiva espressa e, quindi, di voler sciogliere il contratto. Non c’è quindi bisogno di un tribunale che prima valuti la gravità dell’inadempimento. Una risoluzione automatica del contratto quando la parte non inadempiente dichiara di avvalersene.

La clausola risolutiva espressa nel contratto di affitto consente al locatore di evitare di ricorrere al giudice in caso di inadempimento; risolvere il contratto con una semplice dichiarazione, indirizzata al conduttore con cui gli comunica di volersi avvalere della clausola; evitare il rischio conseguente a ogni potere discrezionale del giudice che potrebbe altrimenti non condividere la valutazione di gravità dell’inadempimento fatta dal locatore che ha intimato lo sfratto.

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