Prezzi delle case stabili a febbraio 2019: ma in un anno calo del 3 per cento

Prezzi delle case stabili a febbraio 2019 ma in un anno calo del 3 per cento
I prezzi delle case stabili a febbraio 2019, su base annua il calo registrato è del 3 per cento, l’analisi di Idealista

A febbraio i prezzi delle case usate non hanno registrato ulteriori cali, restando mediamente a 1.752 euro al metro quadro, tuttavia, su base annuale l’indice dei prezzi del portale idealista segna un calo del 3 per cento.

In un quadro generale stabile, in alcune regioni si riscontrano ancora cali dei prezzi. Le maggiori flessioni del periodo sono state registrate in Veneto (-1,4 per cento), Molise e Calabria, entrambe in calo dell’1 per cento. Le migliori performance sono quelle della Valle d’Aosta (4,5 per cento), Basilicata (1,8 per cento) e Piemonte (1,2 per cento).

Come sempre, è la Liguria a guadagnare la prima posizione nella classifica delle regioni più care (2.483 euro/mq), seguita da Valle D’Aosta (2.453 euro/mq) e Trentino Alto Adige (2.404 euro/mq). Fanalini di coda, sul fronte regionale, si confermano Calabria, con 865 euro al metro quadro, seguita da Molise (1.006 euro/mq) e Sicilia (1.086 euro/mq).

Sul fronte delle province, in quasi tutte i prezzi restano stabili, i cali interessano una provincia su tre; oltre la metà delle variazioni sono contenute tra il -1 e l’1 per cento. I cali maggiori si trovano a Brindisi (-6,1 per cento), Agrigento (-5,5 per cento) ed Asti (-3,4 per cento). Sul lato opposto, invece, Aosta (4,5 per cento), Belluno (4 per cento) e Matera (3,2 per cento)i.

Per la prima volta, spiega Idealista, Bolzano, con 3.203 euro/mq, diventa la provincia più cara d’Italia, portando via il primo gradino del podio a Savona (3.176 euro/mq), a seguire si posiziona Firenze (2.735 euro/mq). Sul fronte opposto, Biella (653 euro/mq), ma sono molte le zone in cui i prezzi non superano i mille euro al metro quadro.

L’andamento dei capoluoghi di provincia mostra una prevalenza in terreno negativo (62 questo mese). Sono sempre i centri più piccoli a segnare le oscillazioni maggiori, Asti e Ravenna, calano entrambe del 3,3 per cento, seguite da Siracusa e Forlì, entrambe con una flessione del 3,1 per cento. Dall’altro lato, si distinguono Pordenone (4,8 per cento), Frosinone (4,7 per cento) e Sondrio (3,4 per cento).

Tra i grandi mercati, spicca Torino (2 per cento), mentre a Napoli i prezzi calano del 2,8 per cento. Per il resto delle grandi città, le variazioni sono contenute tra lo 0,9 per cento di Firenze ed il -0,6 per cento di Venezia. Restano stabili Roma (0,2 per cento) e Milano (-0,1 per cento).

Venezia con 4.439 euro/mq) è la città più costosa, davanti a Firenze (3.779 euro/mq) e Milano (3.604 euro/mq). In fondo alla classifica dl Iidealista si posizionano Caltanissetta (676 euro/mq), davanti a Biella (745 euro/mq) e Agrigento (825 euro/mq).

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