Affittare abusivamente una casa popolare: a rischio revoca dell’assegnazione

Affittare abusivamente una casa popolare a rischio revoca dell’assegnazione
Il rischio di affittare abusivamente una casa popolare è che venga revocata l’assegnazione, ipotesi di reato di “invasione di edifici”

L’assegnazione di una casa popolare è un argomento molto discusso in Italia. Troppo spesso le liste d’attesa sono lunghe, gli aventi diritto sono tanti, ma non ci sono sufficienti alloggi popolari a disposizione.

Gli illeciti sono numerosi, le cronache lo insegnano, e tra le cattive abitudini anche quella di fare i furbetti, dando in affitto l’alloggio abusivamente, quindi in nero, in cui non si vive da tempo. L’ecamotage è tornare in casa di tanto in tanto ed “ospitare” altre persone alle quali si chiede un modico affitto, fatto passare per una sorta di rimborso spese. Come riporta La legge per tutti, in questi giorni la Corte di Cassazione si è occupata del caso di un assegnatario di casa popolare nella quale, a suo dire, ospitava qualcuno.

Per ottenere le case popolari, assegnate dai Comuni tramite bandi, bisogna avere alcuni requisiti fondamentali, primo fra tutti un reddito basso, non avere la proprietà o la disponibilità di altro immobile, avere figli o disabili a carico, essere single e con figli, essere disabili, avere la residenza nel Comune in questione.

Le case popolari non possono essere cedute o prestate a terzi, né tantomeno possono essere affittate o date in comodato. Implica una condanna penale se l’alloggio è occupato da persone diverse dall’assegnatario. Si tratta del reato di “invasione di edifici” punito con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 euro a 1.032 euro. A rispondere saranno sia l’assegnatario che l’inquilino ospite: il primo a titolo di concorso, avendo questi consentito che terzi occupassero consapevolmente e, ovviamente, abusivamente l’alloggio di edilizia popolare. Sarebbe tutta da dimostrare l’eventuale estraneità degli inquilini al reato qualora sostengano di non aver avuto contezza della natura dell’appartamento, poiché in genere il locatore chiede di non registrare il contratto, commettendo una palese violazione della legge civile e tributaria.

La legge non proibisce di ospitare qualcuno nel proprio alloggio, a condizione che l’assegnatario della casa popolare continui a viverci. Ma se le indagini delle Forze dell’Ordine dovessero, all’esito dei numerosi controlli, rilevare che il titolare della licenza non è mai presente sul luogo e che, peggio, i presunti “ospiti” pagano un affitto per questa loro permanenza, allora si commette un vero e proprio reato.

Nel caso preso in esame, i Giudici hanno confermato la condanna a tre mesi di reclusione per occupazione illegittima una donna che da originaria assegnataria ha consentito ad un’altra famiglia di vivere nella sua casa popolare.

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