Guida del Notariato al condhotel in Italia: chiarimenti sulle nuove norme

Guida del Notariato al condhotel in Italia chiarimenti sulle nuove norme
Una guida del Notariato ai condhotel in Italia arriva dal Notariato, le disposizioni su vincolo alberghiero, cambio di destinazione d’uso, rapporto tra vincolo alberghiero e destinazione turistico recettiva

I condhotel sono strutture alberghiere per turisti già molto utilizzate all’estero. Dal 21 marzo dello scorso anno, il decreto “Sblocca Italia” (Legge 164/2014) ha introdotto alcune disposizioni che regolamentano quella che potrebbe essere definita una vera e propria rivoluzione che rende possibile la convivenza tra funzione alberghiera e residenziale.

Lo Studio 230/2018 pubblicato dal Notariato, alla luce delle novità introdotte dal DPCM 13/2018 che definisce le modalità per far convivere funzioni alberghiere e residenziali, ha esaminato le norme sul vincolo alberghiero ed il cambio di destinazione d’uso di immobili a destinazione alberghiera.

Il Notariato ha evidenziato che le tecniche di incentivazione del settore turistico nell’economia italiana con il trascorrere degli anni sono cambiate, sempre più attente a trovare il giusto equilibrio tra l’incentivazione del settore, la tutela dell’assetto territoriale e paesaggistico, la struttura rigida codicistica della proprietà e del condominio e la salvaguardia delle ragioni del consumatore.

Nel tempo il legislatore ha diversificato l’offerta turistica, favorendo gli investimenti e agevolando la partecipazione dei privati alla proprietà delle strutture. Nello studio i Notai passano in rassegna tutte le norme che hanno regolato il vincolo alberghiero.

Il Notariato ha esaminato anche la normativa circa il cambio di destinazione d’uso nel caso di passaggio da struttura ricettiva a residenziale e viceversa. In particolare, lo studio ricorda che il mutamento di destinazione d’uso dalla categoria “turistico – recettiva” alle altre, in specie verso la categoria residenziale è stato considerato un intervento modificativo dell’uso che deve essere definito come rilevante, indipendentemente dall’esecuzione di opere edilizie riguardanti o meno parti strutturali del manufatto.

Le Regioni, sia a statuto ordinario che speciale, sono chiamate ad adeguare i propri ordinamenti entro un anno dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e cioè entro il 6 marzo 2019 (art. 13). Il Dpcm 13/2018 attribuisce alle Regioni un ruolo importante per trasformare i condhotel in una effettiva opportunità di investimento e di riqualificazione edilizia ed urbana, poiché hanno il compito di agevolare la rimozione del vincolo di destinazione alberghiera, adempimento fondamentale per la realizzazione della quota di unità abitative (art. 11). In particolare, nei casi in cui sia necessaria una modifica agli strumenti urbanistici comunali, possono prevedere modalità semplificate per l’approvazione di tali varianti.

Ma cos’è esattamente il condhotel o condo hotel come lo chiamano negli Stati Uniti? Si tratta, in buona sostanza, della possibilità per gli alberghi di affittare anche appartamenti. Una vera e propria rivoluzione che rende possibile la convivenza tra funzione alberghiera e residenziale.

Di fatto, gli hotel hanno la possibilità di riservare parte del proprio edificio ad abitazioni da vendere ai privati ed affittare per le vacanze per conto dei proprietari, ma potranno anche aggregare alla propria struttura case nei dintorni. Tuttavia, per essere definiti tali, i condhotel dovranno rispettare alcune regole. La particolarità del condhotel, è proprio la convivenza tra funzione alberghiera e residenziale. La struttura dovrà essere composta da almeno sette camere destinate all’attività ricettiva e da altre unità abitative ad uso residenziale oltre ad qualifica di tre stelle.

Add Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.