Convocazione assemblea di condominio via email ed sms: quando è valida

Convocazione assemblea di condominio via email ed sms: quando è valida
Validità della convocazione assemblea di condominio via email ed sms, quando è necessaria la posta elettronica certificata (Pec)

Le spese condominiali di un condominio, specialmente se grande, sono piuttosto rilevanti e vanno decise e ripartite tra i condomini. Per farlo, è necessario convocare un’assemblea che ha un costo, ed anche questo da ripartire. Se il condominio è grande, a fine anno, le spese postali possono incidere per qualche centinaio di euro. Va da sé che si cerchi di risparmiare e che anche questo sia fonte di accese discussioni.

In tempi moderni, la tecnologia aiuta molto, così, molti amministratori sostituiscono la classica raccomandata con convocazioni tramite email o sms. Sulla legittimità o meno di tale nuova modalità di convocazione si è espressa recentemente la Corte di Appello di Brescia, come riporta La legge per tutti.

L’amministratore ha l’obbligo di comunicare ai condomini la data in cui si svolgerà l’assemblea almeno 5 giorni prima. Se l’avviso arriva più tardi, il condomino interessato può contestare l’assemblea entro 30 giorni. In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile su istanza degli interessati.

Il Codice Civile stabilisce che l’assemblea debba essere convocata a mezzo lettera raccomandata, posta elettronica certificata (Pec), fax o con foglio consegnato a mano e controfirmato per accettazione in copia. In pratica, occorre avere la prova dell’avvenuta ricezione dell’invito per evitare qualsiasi contestazione. L’assenza del condomino a casa nel momento in cui arriva il postino a consegnare la raccomandata non rende invalida la notifica; in tal caso infatti, la conoscenza della convocazione si ritiene raggiunta con il rilascio del relativo avviso di giacenza nella cassetta delle lettere.

Qualsiasi altro tipo di convocazione non è lecita, dunque, neanche la classica affissione di avviso in bacheca in portineria o nell’atrio, è indispensabile che ci sia una firma di regolare ricezione del documento. L’email semplice non consente di avere la certezza né della spedizione, né del ricevimento. Al contrario, la posta elettronica certificata (la cosiddetta Pec) è l’unica forma che possa ritenersi equipollente alla raccomandata e che possa consentire di dare prova della ricezione dell’avviso. Ma affinché la Pec possa funzionare è necessario che ad essere munito di un account certificato sia tanto il condominio quanto ogni singolo condomino. Lo stesso discorso vale per un sms che non assicura il ricevimento.

La Corte di Appello di Brescia ammette un’unica eccezione. In pratica, la convocazione fatta tramite email ordinaria può essere valida solo quando è stato lo stesso condomino ad aver espressamente chiesto all’amministratore di ricevere tutte le comunicazioni ufficiali e non sul proprio indirizzo di posta elettronica non certificato.

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