Recupero del credito per condomino moroso: quando inviare il decreto ingiuntivo

Recupero del credito per condomino moroso quando inviare il decreto ingiuntivo
Per il recupero del credito per condomino moroso si può ricorrere al decreto ingiuntivo ma è subordinato all’approvazione dello stato di ripartizione e non al bilancio consuntivo

Al condomino moroso può essere notificato un decreto ingiuntivo per il recupero del credito, ma dovrà essere preceduto da solleciti di pagamento ufficiali, vale a dire da una raccomandata di un avvocato. Dopo l’arrivo dell’ingiunzione, il condomino moroso ha 40 giorni di tempo per decidere se opporsi o provvedere al pagamento.

La legge prevede che, in caso di inadempienza, si può arrivare anche al pignoramento. Tuttavia, è bene informarsi se l’amministratore ha proceduto nei confronti del condomino moroso su delibera dell’assemblea di approvazione del bilancio preventivo e non a seguito della presentazione e, quindi, l’approvazione del bilancio consuntivo. Questo significa che non c’è alcuna certezza in merito all’esatto ammontare del debito prima di una definitiva approvazione da parte dell’assemblea.

Il decreto ingiuntivo, dunque, potrebbe non essere valido. In merito si è più volte espressa la Corte di Cassazione. In linea generale l’amministratore può attivarsi per recuperare i crediti dai morosi già a partire dall’approvazione del bilancio preventivo. Il suo però diventa un vero e proprio obbligo solo dopo l’approvazione di quello consuntivo.

Entro sei mesi dalla data di approvazione, infatti, l’amministratore deve avviare le pratiche legali contro il condomino non in regola con i pagamenti. A stabilirlo è il Codice Civile nel quale è specificato che l’amministratore può chiedere ed ottenere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo sulla base della ripartizione delle spese approvate dall’assemblea, tuttavia, non fa riferimento al bilancio preventivo o consuntivo.

Comunque sia, per il recupero della morosità condominiale, l’amministratore può chiedere l’emissione del decreto ingiuntivo anche sulla base del bilancio preventivo che contiene una stima delle spese condominiali previste per l’anno in corso. Per essere effettivo, deve essere approvato con delibera assembleare ed il voto deve essere chiaramente espresso.

L’amministratore non deve quindi per forza aspettare l’approvazione del bilancio consuntivo per dare il mandato all’avvocato per procedere con il decreto ingiuntivo. Secondo la giurisprudenza, poiché non esiste una legge che imponga all’amministratore di condominio e all’assemblea di approvare il bilancio preventivo, solo un regolamento di condominio approvato all’unanimità potrebbe disporre una specifica cadenza temporale degli adempimenti contabili dell’amministratore.

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