Pignoramento casa le novità nel decreto Semplificazione: non va lasciata subito

Pignoramento casa le novità nel decreto Semplificazione non va lasciata subito
Sul pignoramento casa le novità nel decreto Semplificazione stabiliscono che la famiglia può restare nella casa fino al decreto trasferimento immobile, via libera del Senato

Ci sono novità importanti per quanto riguarda il pignoramento immobiliare approvate nel decreto Semplicazione. Si tratta di un vero e proprio aiuto per le famiglie investite dal problema dell’esecuzione forzata.

La casa pignorata non va lasciata immediatamente ma solo con il decreto di trasferimento dell’immobile che conclude la procedura di esproprio forzato. A prevederlo è un emendamento al decreto Semplificazioni approvato in Aula al Senato, confermando quanto già deciso dalle commissioni Affari Costituzionali e Lavori pubblici. La modifica approvata prevede nel dettaglio che il debitore e la sua famiglia conservino il bene “con la diligenza del buon padre di famiglia”, tutelandone l’integrità e devono abitare l’immobile personalmente.

Soltanto il giudice dell’esecuzione può eventualmente autorizzare la locazione. Il debitore, inoltre, deve consentire, d’accordo con il custode, la visita dell’immobile da parte di potenziali acquirenti. Se il debitore non dovesse rispettare questi obblighi il giudice ordinerà la liberazione dell’immobile.

Si arriva al pignoramento della casa quando il debitore non riesce a trovare una soluzione con il creditore, facendo l’esempio di un debito con la banca per rate del mutuo non pagate per molti mesi. Può succedere che ci si trovi con la casa pignorata senza alcun preavviso. In questi casi, comunque, l’istituto di credito invia un primo sollecito di pagamento (atto di precetto) con il quale il debitore invita a pagare quanto dovuto entro qualche giorno, in genere 10 giorni, non rispettando i termini stabiliti, subentra il pignoramento vero e proprio. Per eseguire un pignoramento è necessario aver ricevuto un titolo esecutivo, vale a dire l’attestazione dell’esistenza e l’ammontare del credito. Il Codice Civile stabilisce che sono titoli esecutivi anche le cambiali, gli assegni e, soprattutto, i contratti autenticati dal notaio.

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