Paura Brexit per gli italiani che lavorano nel Regno Unito: boom di richieste di affitto in Italia

Paura Brexit per gli italiani che lavorano nel Regno Unito boom di richieste di affitto in Italia
La paura Brexit per gli italiani che lavorano nel Regno Unito ha fatto impennare le richieste di affitto in Italia, +47 per cento a gennaio su Immobiliare.it

Cosa accadrà con la Brexit non è ancora dato sapere ed a questo è legato il destino di molti italiani che vivolo e lavorano nel Regno Unito. L’incertezza ha spinto molti a decidere di tornare in Italia ed il primo passo è quello di guardare al mercato immobiliare italiano.

Il timore è quello di dover abbandonare il Paese per effetto della Brexit. A dimostrazione delle incertezze degli italiani ci sono i risultati delle ricerche provenienti dal Regno Unito su Immobiliare.it che, a gennaio 2019, hanno registrato un boom del 47 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Gran parte delle ricerche provenienti dal Regno Unito riguarda immobili in affitto (80 per cento). Le ricerche iniziano con un budget medio di 1.800 euro al mese per un bilocale, per poi abbassarsi a 1.200 euro una volta constatato quanto i prezzi del mattone siano più bassi in Italia rispetto al Regno Unito. Ad esempio, affittare un bilocale nel quartiere Isola di Milano, uno dei più gettonati in città, costa circa il 30 per cento in meno di un immobile di pari categoria nella zona di Camden a Londra, la più in voga al momento.

La città che maggiormente attira gli italiani che temono di rientrare in Italia è Milano (+70 per cento le ricerche dal Regno Unito in un anno). A seguire si trovano Torino (+55 per cento) e Roma (+35 per cento). Una curiosità è rappresentata sicuramente dal fatto che Roma non è mai indicata come prima ricerca su Immobiliare.it ma un’alternativa a Milano e Torino. Chi cerca informazioni in vista di un trasferimento, tiene d’occhio almeno due diverse città, non avendo ancora un’idea precisa su dove si troverà il nuovo posto di lavoro.

Liverpool è in testa alle città britanniche da cui si registra il maggior incremento di traffico, raddoppiato rispetto allo scorso anno (+103 per cento), a seguire Bristol (+95 per cento), Edimburgo (+75 per cento) e Londra (+45 per cento).

Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, così spiega il oom: “Un’eventuale migrazione di ritorno dal Regno Unito al nostro Paese, concentrata in particolare nelle grandi città dove ci sono maggiori occasioni di lavoro, porterebbe a un’ulteriore accelerazione del mercato degli affitti e quindi ad altri aumenti dei canoni di locazione. Bisogna anche considerare che nel Nord Europa la cultura dell’affitto, come alternativa a lungo termine al possesso, è da sempre consolidata rispetto all’Italia: chi lavora da diversi anni nei Paesi britannici ha assimilato verosimilmente questa mentalità e preferirebbe, anche tornando in patria, la formula della locazione, che tra l’altro è meno vincolante se si è incerti su dove si dirigerà la propria carriera”.

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