Donazione con riserva di usufrutto: come funziona, quali sono i vantaggi

Donazione con riserva di usufrutto come funziona, quali sono i vantaggi
Come funziona la donazione con riserva di usufrutto, quali sono i vantaggi e come si pagano le tasse

Alla donazione con riserva di usufrutto ricorrono molto spesso coloro che decidono di aiutare i figli e comunque la famiglia, a volte anche di conveniente necessità. Il diritto di usufrutto tutela il donante che si garantisce così la possibilità di viverci serenamente.

Come spiega La legge per tutti, la donazione con riserva di usufrutto consente di trasferire ad un altro la nuda proprietà del bene ma non il diritto di usufrutto. In pratica, la persona che riceve la donazione non potrà disporre al 100 per cento della casa e venderla ad una terza persona finché l’usufruttuario sarà in vita.

La donazione con riserva di usufrutto è regolamentata dal Codice Civile che specifica: “È permesso al donante di riservare l’usufrutto dei beni donati a proprio vantaggio e, dopo di lui, a vantaggio di un’altra persona o anche di più persone, ma non successivamente”. In altre parole, il diritto di usufrutto può non essere esclusivo del donante, se questi così decide. Il donante può decidere di donare l’usufrutto ad un terzo, anche se tale operazione produce i suoi effetti solo alla morte del primo usufruttuario. Purché, però, l’usufrutto non venga donato agli eredi, poiché salterebbe il divieto esistente di fare dei patti successori.

E’ possibile donare la nuda proprietà di un bene ad una persona e, separatamente, donare il diritto di usufrutto di quel bene ad una terza persona. Tuttavia, questo ha generato qualche conflitto a livelli di giurisprudenza. Non sempre, infatti, i giudici si sono mostrati d’accordo sul fatto che ci si trovi davanti ad un unico negozio o a due negozi distinti.

La scelta della donazione con riserva di usufrutto comporta alcuni vantaggi fiscali. In buona sostanza, le tasse si pagano solo sul valore della nuda proprietà, calcolato in base all’età dell’usufruttuario. Questo calcolo si basa su una tabella ministeriale che, per il 2019, stabilisce un valore della nuda proprietà al: 5 per cento se il donante ha fino a 20 anni; 10 per cento da 21 a 30 anni; 15 per cento da 31 a 40 anni; 20 per cento da 41 a 45 anni; 25 per cento da 46 a 50 anni; 30 per cento da 51 a 53 anni; 35 per cento da 54 a 56 anni; 40 per cento da 57 a 60 anni; 45 per cento da 61 a 63 anni; 50 per cento da 64 a 66 anni; 55 per cento da 67 a 69 anni; 60 per cento da 70 a 72 anni; 65 per cento da 73 a 75 anni; 70 per cento da 76 a 78 anni; 75 per cento da 79 a 82 anni; 80 per cento da 83 a 86 anni; 85 per cento da 87 a 92 anni; 90 per cento da 93 a 99 anni.

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