Spese condominiali forfettarie per appartamento in affitto: come funziona

Spese condominiali forfettarie per appartamento in affitto come funziona
Le spese condominiali forfettarie per appartamento in affitto possono essere contestate dall’inquilino? Si può chiedere la verifica delle spese?

Quando si stipula un contratto di affitto, il proprietario fissa un canone di locazione e, spesso, stabilisce un forfait per quanto riguarda le spese condominiali. In pratica, nella somma richiesta sono comprese le spese di riscaldamento, pulizia delle scale, luce nelle parti comuni, compenso all’amministratore, manutenzioni e via dicendo.

Se inizialmente la proposta è ben accetta in quanto si è tranquilli sul fronte delle eventuali sorprese, ad esempio conguagli esorbitanti, a conti fatti e considerando il cambio delle stagioni, forse qualcosa si può risparmiare sul riscaldamento o sulla luce durante i mesi estivi.

In tal caso, si può chiedere il rimborso delle spese considerando che la clausola nel contratto parla di rimborsi forfettari? A chiarire è una recente sentenza del Tribunale di Milano riportata da La legge per tutti.

Il Codice Civile stabilisce che le spese condominiali vengono divise tra i proprietari secondo i relativi millesimi che sono riportati nelle tabelle allegate al regolamento di condominio. Ecco perché le tabelle millesimali sono uno strumento necessario all’amministrazione ed alla gestione dei condominii negli edifici.

Per alcune parti comuni, tuttavia, il Codice civile prevede dei criteri di ripartizione delle relative spese di manutenzione e sostituzione, differenti da quelli con i quali è stata predisposta la Tabella dei millesimi di Proprietà Generale.

Nell’ambito del contratto di locazione, le spese condominiali si ripartiscono tra proprietario ed inquilino secondo quanto stabilito dalla legge. Salvo differenti accordi, a carico dell’inquilino ci sono: servizio di pulizia; funzionamento e ordinaria manutenzione dell’ascensore; fornitura dell’acqua, energia elettrica per le parti comuni, riscaldamento e del condizionamento dell’aria; spurgo dei pozzi neri e delle latrine; fornitura di altri servizi comuni. Le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura del 90 per cento, salvo che le parti abbiano convenuto una misura inferiore.

Il condominio non può agire nei confronti dell’inquilino, ma deve rivolgersi solo al proprietario di casa per il rimborso delle spese condominiali.

Per quanto riguarda la validità o meno delle spese condominiali forfettarie per l’affitto, secondo la sentenza è da ritenersi nulla la clausola contrattuale che obbliga il conduttore al pagamento degli oneri accessori anticipatamente determinati in modo forfettario in quanto viola il “principio della specificità”. In altre parole, sia che si tratti di immobili ad uso abitativo che ad uso commerciale, non è legittima la clausola contrattuale che svincola il pagamento delle spese condominiali dal concreto godimento dei servizi. Pertanto, l’inquilino ha il diritto di rifiutarsi di pagare spese condominiali che non sono dovute, anche se sono state concordate con il proprietario di casa.

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