Richieste di mutui in aumento nel 2018: sale l’età media del mutuatario

Richieste di mutui in aumento nel 2018 sale l’età media del mutuatario
Le richieste di mutui in aumento nel 2018 emergono dall’Osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it, salegono l’età media del mutuatario e l’importo richiesto

Lo scorso anno è stato positivo per quanto riguarda i mutui ed a confermarlo anche l’Osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it che ha analizzato un campione di oltre 40.000 domande di mutuo raccolte da gennaio a dicembre 2018.

Il dato che emerge è che nel 2018 gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere, in media, 132.453 euro, che significa il 3,3 per cento in più rispetto all’anno precedente. All’aumento dell’importo medio richiesto ha corrisposto, seppur in misura più limitata, una crescita delle somme effettivamente concesse. Il taglio medio erogato dalle banche nel corso dello scorso anno è stato pari a 128.886 euro (+0,5 per cento rispetto all’anno precedente). L’età media dei richiedenti è passata da 40 a 41 anni, mentre è rimasta stabile la durata media di poco più di 22 anni dei piani di ammortamento.

Per quanto riguarda i tassi l’anno è stato caratterizzato da livelli bassi, sia fissi che variabili, garantiti dalla sostanziale stabilità di Eurirs ed Euribor. A partire da ottobre, per quanto riguarda le nuove richieste di mutui a tasso fisso di lunga durata, qualcosa è cambiato ed alcune banche hanno iniziato a ritoccare verso l’alto i loro spread con incrementi nell’ordine dei 20 punti base. Lo stesso accade per i nuovi mutui a tasso variabile, in alcuni casi, si è visto un lieve rialzo degli spread applicati, ma l’incremento è stato più limitato e, comunque, inferiore ai 10 punti base.

Il trend al rialzo è stato registrato anche nei primi giorni del nuovo anno, alcuni istituti di credito hanno nuovamente ritoccato verso l’alto, con aumenti sempre nell’ordine dei 10-20 punti base; aumenti che però sono stati mitigati, almeno in parte, dal calo dell’Eurirs. Importante notare come alcuni istituti di credito, in controtendenza, abbiano invece approfittato del contesto per adottare strategie commerciali più espansive, scegliendo di mantenere inalterati i loro spread.

Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it anche lo scorso anno il tasso fisso è stato protagonista, con ben otto aspiranti mutuatari su dieci che si sono orientati verso questa tipologia di finanziamento. Nei mesi compresi tra luglio e dicembre la percentuale di richieste per il tasso fisso ha sfondato il muro dell’80 per cento, a novembre si è raggiunto il picco dell’87 per cento. Dati che riflettono con chiarezza come le note vicende legate all’aumento dello spread Btp-Bund e le tensioni dei mercati abbiano spinto molti aspiranti mutuatari a rifugiarsi nel tasso fisso.

Anche le surroghe hanno avuto un peso importante sul totale delle richieste. Secondo i dati di Facile.it, si tratta di circa un mutuo su quattro, con un picco registrato nei mesi di maggio e giugno (27 per cento). A novembre la percentuale è scesa al 19,5 per cento mentre a dicembre si è toccato il valore minimo del 2018, 16,6 per cento, percentuale confermata anche dai primi dati parziali registrati nel 2019.

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